Il giudice di Perugia Natalia Giubilei si è riservata di decidere sull’istanza presentata da Luca Palamara con cui ha chiesto di revocare la sentenza di patteggiamento del settembre del 2023 nel filone di indagine che lo vedeva coinvolto insieme a due imprenditori con l’accusa di traffico di influenze. L’incidente di esecuzione per abolitio criminis sul giudicato definitivo, che si è tenuto questa mattina a Perugia alla presenza dell’ex magistrato, riguarda l’ultimo patteggiamento in ordine temporale a quattro mesi, dopo che i pm avevano riqualificato l’accusa da corruzione per l'esercizio della funzione e in atti giudiziari a traffico di influenze illecite. L’istanza è stata avanzata dai difensori di Palamara, gli avvocati Benedetto Buratti e Roberto Rampioni, alla luce di due pronunce della Consulta, l’ultima dello scorso dicembre, sulla nuova formulazione del reato di traffico di influenze illecite dopo l’abrogazione dell’abuso di ufficio. Istanza che ha avuto il parere favorevole della procura. Soddisfatti del parere i difensori di Palamara che precisano come il loro assistito “non si sia mai dichiarato responsabile - sottolineano all’Adnkronos i due penalisti - dei fatti contestati”. Nell’inchiesta, che riguarda anche l’imprenditore Federico Aureli, i pm perugini contestavano a Palamara di aver messo a disposizione "le sue funzioni e i suoi poteri" in cambio di alcune utilità, e in particolare l'utilizzo gratuito di due scooter "per diversi mesi dell’anno" e la partecipazione "a un affare molto vantaggioso", in cambio del suo interessamento per alcune procedure amministrative relative all’attività dell'imprenditore e per "favorire il buon esito del procedimento penale" nei confronti di "madre e moglie di Aureli, in corso di svolgimento presso il Tribunale di Roma". Dopo la riqualificazione dell’accusa Aureli ha deciso di procedere con il rito ordinario e il procedimento è in corso.
Per i rapporti con l’altro imprenditore coinvolto, Leonardo Manfredi Ceglia, per il quale nei giorni scorsi è stato dichiarato il non luogo a procedere proprio per abolitio criminis, a Palamara venivano contestati "diversi soggiorni" in un hotel di Capri e in "strutture ricettive" a Roma. Inchiesta conclusa con il patteggiamento, arrivato dopo quello di maggio 2023 a un anno nel filone principale, che Palamara, rimosso dall'ordine giudiziario, ha chiesto di revocare. La decisione del giudice dell’esecuzione arriverà nei prossimi giorni.