Non solo cibo sano, ecco gli elisir di lunga vita che non ti aspetti: parola di neuroscienza

Arte, bellezza, preghiera e meditazione tra i responsabili della longevità

Mano con il rosario - Ipa
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27 maggio 2026 | 07.21
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Stili di vita sani, buona alimentazione, ma anche coltivare l'arte, farsi conquistare dalla bellezza, pregare o, in maniera più generale, meditare. La bellezza e la spiritualità sono a pieno titolo 'elisir di lunga vita', come spiega all'Adnkronos Salute padre Alberto Carrara, neuroscienziato, bioeticista e presidente dell'Istituto internazionale di neurobioetica, promotore del Vatican Longevity Summit che riunisce i maggiori esperti di longevità a Città del Vaticano. "Anche la scienza ci dice, in qualche modo, che 'la bellezza salverà il mondo'. In un'epoca come la nostra piena di bruttezza, di guerre di distruzione, il tema del bello - come la fruizione di un'opera d'arte - sta emergendo fortemente come una possibile risposta umanistica che ha ricadute dirette sulla nostra salute".

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"Abbiamo diverse prove scientifiche che l'arte - continua Carrara - 'fa bene'. Nei pazienti oncologici, ad esempio, nell'assorbimento e nell'efficacia dei farmaci chemioterapici. Non a caso in alcuni Paesi d'Europa, sia per il paziente oncologico sia per il suo caregiver, sono previsti ingressi gratuiti ai musei d'arte, perché è riconosciuto l'effetto epigenetico dell'arte - dell'esperienza estetica, della fruizione estetica - per il benessere psicofisico. Questo, ovviamente, non vuol dire che l'arte cura, perché curare significa altro, ma migliora, per diversi aspetti, l'impatto delle terapie di cui noi oggi disponiamo".

A questo si può aggiungere la pratica spirituale. "Io sono un sacerdote anche in questo contesto - sottolinea padre Carrara - ma l'importanza della preghiera sul benessere ha prove scientifiche. In diversi centri oncologici molto importanti, per esempio l'Md Anderson Medical Center di Houston, la 'Meditation Therapy', quindi anche la preghiera a 360 gradi, fa già parte dei protocolli clinici, perché riconosciuta per l'effetto epigenetico positivo nei pazienti oncologici. Insomma una pratica migliorativa del benessere non solo psichico, ma anche biologico di ciascuno".

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