Se la Tac è prescritta dal medico privato il servizio sanitario non rimborsa, il documento della Asl romana

Le indicazioni presenti in una circolare interna della Asl Rm 2, indirizzato a medici di famiglia e pediatri di libera scelta, e la richiesta di chiarimenti dell'Ordine professionale capitolino

 Ricetta medica   - Fotogramma
Ricetta medica - Fotogramma
21 agosto 2026 | 17.37
LETTURA: 4 minuti

"Approfondimenti diagnostici di ogni genere", richiesti nel corso di visite private, "non possono essere prescritti facendo ricadere l'onere sul Servizio sanitario regionale". Per esempio una tac cardiaca richiesta da un cardiologo privato non può essere rimborsata dal servizio sanitario a meno che il paziente non faccia un'altra visita da uno specialista del Ssn che richieda una nuova prescrizione. Lo stesso vale per una ecografia fetale prescritta da un ginecologo privato. Sono le indicazioni presenti in un documento interno - indirizzato a medici di famiglia e pediatri di libera scelta, circolato nei giorni scorsi nella Asl Roma 2, che l'Adnkronos Salute ha visionato - in cui si invita a vigilare anche sulle prescrizioni dei pacchetti di idoneità fisica (certificati sportivi) che "non possono rappresentare prestazioni da svolgersi con urgenza breve o differibile".

Le perplessità dell'Ordine dei medici di Roma

Una circolare sull'appropriatezza prescrittiva che, però, lascia perplesso l'Ordine dei medici della capitale che teme una inutile duplicazione delle prestazioni con conseguente aggravio sulle liste d'attesa e ulteriori disagi per i cittadini che si ritrovano a dover ripetere visite già fatte o a pagare di tasca propria.

"Condividiamo pienamente la necessità di contrastare le prescrizioni inappropriate e di tutelare le risorse del Servizio sanitario regionale. Tuttavia, l’appropriatezza non può essere perseguita attraverso divieti generalizzati o automatismi amministrativi che comprimano l’autonomia e la responsabilità del medico", dice all'Adnkronos Salute dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi secondo il quale "una visita specialistica privata non può determinare una trascrizione automatica a carico del Ssr, ma neppure può essere considerata clinicamente inesistente. Il medico di medicina generale e il pediatra di libera scelta devono valutare la documentazione ricevuta e decidere, in scienza e coscienza, se l’esame proposto sia necessario e appropriato, assumendosi la piena responsabilità della prescrizione". Imporre "sempre una nuova visita specialistica pubblica - continua Magi - significa duplicare prestazioni, allungare i percorsi e occupare ulteriormente le agende del Ssr. In questo modo si rischia paradossalmente di aggravare proprio quelle liste d’attesa che si intendono ridurre".

L’Ordine ritiene inoltre che il monitoraggio dell’appropriatezza debba "avere finalità formative e di confronto professionale e non assumere carattere meramente sanzionatorio. Chiederemo, come Omceo di Roma, pertanto, un incontro urgente per chiarire la portata della comunicazione e definire procedure condivise, rispettose delle norme, dell’autonomia prescrittiva dei medici e soprattutto del diritto dei cittadini alla continuità delle cure", sottolinea ancora Magi che, invece, condivide "il richiamo al corretto impiego delle classi di priorità nelle certificazioni di idoneità sportiva, che devono sempre corrispondere a effettive esigenze cliniche. Appropriatezza significa responsabilità professionale e valutazione del singolo paziente, non automatismi burocratici". Per Magi l'orizzonte non può essere la contrazione della spesa "il servizio sanitario nazionale serve per dare prestazioni ai cittadini compresi nei Lea. C'è l'obbligo di garantirle. E se un ginecologo ti chiede un esame di secondo livello vuol dire che è appropriato. Il medico, privato o pubblico, risponde al Codice deontologico. E' sbagliato porre un pregiudizio sul suo operato basato solo sull'ambito in cui lavora". Per Magi l'orizzonte non può essere la contrazione della spesa "il servizio sanitario nazionale serve per dare prestazioni ai cittadini compresi nei Lea. C'è l'obbligo di garantirle. E se un ginecologo ti chiede un esame di secondo livello vuol dire che è appropriato. Il medico, privato o pubblico, risponde al Codice deontologico. E' sbagliato porre un pregiudizio sul suo operato basato solo sull'ambito in cui lavora".

La posizione della Asl Roma 2

La Asl Rm2, dal canto suo, sottolinea l'obiettivo orientato all'appropriatezza del documento. La comunicazione inviata ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta, precisa l'azienda sanitaria romana all'Adnkronos Salute, "nasce dall’esigenza di chiarire il corretto percorso di accesso agli approfondimenti diagnostici nel Servizio sanitario regionale. Le prestazioni di secondo livello devono inserirsi all’interno di un percorso pubblico di presa in carico, avviato da una prima visita specialistica capace di raccogliere le informazioni cliniche e anamnestiche necessarie e di orientare in modo appropriato gli accertamenti successivi".

L’obiettivo, continua la Asl, "è evitare un passaggio diretto e non coordinato tra prescrizione privata ed erogazione pubblica, che può generare disomogeneità, inappropriatezza e ulteriore pressione sulle liste d’attesa. La prima visita pubblica consente invece di costruire un percorso assistenziale coerente, nel quale lo specialista che prende in carico il paziente gestisce anche le prescrizioni successive, senza trasferire sul medico di base il ruolo di mero esecutore di indicazioni formulate all’esterno del sistema pubblico".

È questo il modello che la Asl "intende rafforzare, in particolare attraverso le Case della comunità: non luoghi destinati alla semplice erogazione di prestazioni, ma punti di riferimento per accompagnare il cittadino lungo un percorso di cura completo. Prima visita, esami diagnostici, controlli specialistici e impegnative vengono ricondotti a un unico iter assistenziale, mentre gli appuntamenti successivi possono essere programmati direttamente attraverso agende dedicate e Cup interno. La finalità è rendere il sistema pubblico più semplice, appropriato e vicino ai bisogni del cittadino, trasformando l’accesso alle prestazioni in una vera presa in carico, continua e coordinata", conclude l'azienda sanitaria capitolina.



Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza