Questore Palermo: "Mafia si mimetizza dietro legalità apparente"

Il questore Calvino
Il questore Calvino
10 aprile 2026 | 20.11
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"A fronte delle pur molteplici operazioni delle forze di Polizia, coordinate dall’Autorità Giudiziaria, la mafia non è sconfitta, ma continua in modo strisciante ad essere presente nel tessuto sociale, infiltrandosi nell’economia, tentando la pubblica amministrazione, cercando di captare il consenso, talvolta mimetizzandosi anche dietro una legalità apparente e ingannevole". Lo ha detto il Questore di Palermo Vito Maurizio Calvino nel corso del suo intervento durante la cerimonia per la Festa della Polizia di Stato, al Teatro Massimo di Palermo. "Le attività di contrasto hanno fortemente indebolito Cosa nostra - dice - Operazioni costanti e mirate che si sviluppano per mesi e che vedono uno sforzo sistematico della Questura, con tutte le sue articolazioni, dalle sezioni della Squadra Mobile, che si occupano di Criminalità Organizzata, di Antidroga, di reati contro la persona e il patrimonio, alla SISCO, alle articolazioni territoriali dei Commissariati".

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"Un impegno che testimonia la risposta ad una sempre crescente domanda di sicurezza da parte di cittadini che deve trovare risposta nella nostra presenza, nella nostra visibilità e nella sintesi tra azione preventiva e azione repressiva-aggiunge - L’indebolimento di Cosa Nostra di fatto ha anche alimentato, in modo indiretto, una fase di reclutamento, per l’assottigliamento delle sue fila, tra giovani e giovanissimi che ingrossano, intanto, forme sempre più aggressive, di criminalità cosiddetta “comune”. I risultati ottenuti anche quest’anno sono del tutto ragguardevoli, raggiunti non solo sul fronte dell’Antimafia con decine e decine di arresti, ma anche contro trafficanti di droga, rapinatori, spacciatori, organizzazioni dedite alle truffe agli anziani, autori di violenze contro donne e bambini; inoltre, le recenti inchieste della Squadra Mobile hanno fatto emergere fattori corruttivi nell’ambito della Pubblica Amministrazione che dovrebbero fortemente fare riflettere la pubblica opinione su questo delicatissimo tema".

E aggiunge: "A questa domanda di sicurezza abbiamo provato a dare tutte le risposte possibili in relazione anche alle analisi di contesto e al monitoraggio di ogni dinamica evolutiva del tessuto sociale in cui ci troviamo ad operare. Gli approfondimenti investigativi sui reati commessi, in special modo su alcuni gravi fatti di sangue riconducibili ad una recrudescenza di fenomeni di diversa genesi criminale, che hanno riguardato giovanissimi, sia sul fronte delle vittime che su quello degli autori, hanno restituito una sempre immediata risposta dello Stato con l’individuazione e l’arresto degli autori. Tutto questo anche per sottolineare quanto sia fondamentale intensificare sempre di più il versante della prevenzione dei reati, rafforzando i presidi di legalità, anche, ad esempio. a fronte di fenomeni di aggregazione giovanile che lessicalmente vengono definiti di “malamovida”, ma che in realtà nascondono un disagio ben più profondo e subdolo e alimentano la percezione di insicurezza generale. I servizi sono stati da tempo strutturati al fine di evitare pericolose evoluzioni che nel recente passato si erano registrate".

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