Razzismo, indagine Amref-Ipsos: africani vittime discriminazioni per quasi due terzi degli italiani

Rughetti: "Contrastare il linguaggio d'odio"

Razzismo, indagine Amref-Ipsos: africani vittime discriminazioni per quasi due terzi degli italiani
20 marzo 2026 | 12.06
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Quasi due terzi degli italiani ritengono che gli africani residenti nel nostro Paese siano frequentemente esposti a episodi di razzismo. Secondo l'ultima indagine Ipsos per Amref-Italia, dal titolo 'Africa e Salute: l'opinione degli italiani' (realizzata ad ottobre 2025 su un campione di 800 persone intervistate), nel capitolo 'L'Africa in Italia' viene rappresentata la percezione degli italiani riguardo al razzismo. E' ben il 64% degli intervistati a pensare che gli africani siano soggetti a casi di discriminazione razziale (era il 66% nel 2024 e 70% nel 2023). Sono i giovani della Generazione Z i più sensibili al tema: il 79% di loro percepisce alta la frequenza di episodi di razzismo verso i cittadini africani residenti in Italia. I dati, mai pubblicati finora, vengono presentati da Amref Italia in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione delle discriminazioni razziali.

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L'indagine mette al centro anche altri temi ed è stabile al 13% la percezione corretta di quanti siano gli africani residenti oggi in Italia. Il 71% del campione ne sottostima la presenza e il restante 16% la sovrastima (percentuali sostanzialmente stabili rispetto all’anno scorso). Se però viene chiesto su 100 cittadini stranieri quanti sono africani, è poco più di un italiano su quattro (27%, -3% rispetto all’anno scorso e -7% rispetto al 2023) a sovrastimarne la presenza e solo il 9% dà la risposta esatta (era l’8% nel 2024 e il 7% nel 2023).

Al di là del numero esatto, risale al 51% la quota di rispondenti che dichiara che i cittadini africani residenti in Italia sono comunque troppi (era il 49% l’anno scorso). Cosa preclude questa integrazione? Come nel 2021, nel 2023 e nel 2024, l’immagine dell’africano come lavoratore a basso costo (39) rimane la prima causa di un cambiamento di prospettiva seguita poi dalla scarsa voglia di accettare gli usi e le consuetudini italiane da parte degli africani stessi (32%, 37% tra i Boomers) e dal fatto che in Italia non ci sono adeguati programmi di integrazione (31%, 36% tra la GenZ).

"Troppo spesso la percezione degli afrodiscendenti in Italia è ferma ad un'immagine vittimistica o esotica. Un’immagine errata e non aderente alla realtà. È tempo di abbandonare lo sguardo riduttivo che vede gli afrodiscendenti solo attraverso l’immigrazione 'irregolare' o il bisogno. Sono medici, avvocati, studenti e artisti, parte integrante del presente e del nostro futuro. Dobbiamo contrastare ogni forma di discriminazione sistemica - che si riflette nelle difficoltà burocratiche e nell'accesso ai servizi -, nel lavoro; dobbiamo contrastare ogni forma linguaggio d'odio. La strada da fare è lunga, ma contiamo molto sulla sensibilità delle giovani generazioni", commenta all'Adnkronos la direttrice di Amref Italia, Roberta Rughetti.

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