Farmaci ampiamente utilizzati ed efficaci, ma le persone sane o chi non sta seguendo terapie che richiedono una protezione per lo stomaco possono agire modificando lo stile di vita
Bruciore di stomaco, rigurgiti acidi, dolore al torace, raucedine, tosse persistente e alitosi. E' il reflusso, una condizione comune in cui i succhi gastrici risalgono dallo stomaco nell'esofago provocando bruciore, appunto, e rigurgito acido. Il bruciore occasionale viene solitamente gestito con alcuni accorgimenti nello stile di vita (evitare alcuni cibi, ridurre il sovrappeso) e trattato con farmaci (perlopiù da banco). Quando il disturbo diventa quotidiano - sottolineano online gli esperti dell'Irccs Humanitas - questo può influire decisamente sulla qualità di vita. Nel 30-35% dei casi la malattia da reflusso gastroesofageo si complica con erosioni a livello dell'esofago (quadro di esofagite), ulcere o restringimenti (3-5%), mentre nella maggior parte dei casi non determina lesioni.
"Da 25 anni i farmaci per proteggere lo stomaco, e tra questi soprattutto gli inibitori di pompa protonica (Ipp), sono un pilastro nel trattamento delle malattie legate all'ambiente gastrico. Dall'acidità al reflusso, comprese le infezioni da Helicobacter pylori, l'ulcera e altre forme emorragiche, all'esofagite e alla gastrite: i cosiddetti gastroprotettori sono ampiamente utilizzati ed efficaci, secondo un position paper, un documento ufficiale, condiviso dall'Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti digestivi ospedalieri (Aigo), dalla Società Italiana di farmacologia (Sif) e dalla Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg)". A fare il punto è la piattaforma anti-bufale 'Dottore ma è vero che...?' curata dalla Fnomceo, la Federazione italiana degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri. "I benefici, tuttavia, non devono comportare l'assunzione inappropriata e prolungata di questi medicinali", avvertono gli specialisti.
Con la denominazione di gastroprotettori si indicano i farmaci con funzioni di protezione della mucosa gastrica, cioè dello stomaco. In generale, il loro effetto è contrastare la produzione di acido cloridico emesso dalle cellule della parete dello stomaco. I farmaci con questa funzione agiscono in due modalità differenti: bloccando, totalmente o in parte, le secrezioni acide dello stomaco; proteggendo la mucosa gastro-duodenale.
Quali sono gli effetti avversi in caso di assunzione prolungata? "Bloccare per lungo tempo la secrezione acida dello stomaco favorisce la crescita di agenti patogeni, i responsabili delle infezioni. Per questo aumenta il rischio di infezioni respiratorie o intestinali, di eventi cardiovascolari e di danni renali", rispondono gli esperti.
Cosa possiamo fare per evitare il ricorso ai gastroprotettori? "I soggetti sani o coloro che non stanno seguendo terapie farmacologiche che richiedono una protezione per lo stomaco possono agire modificando lo stile di vita. Sia per evitare i disturbi gastrici sia per alleviare i sintomi, ecco qualche consiglio: limitare i cibi grassi, piccanti e alcuni alimenti specifici come pomodoro e agrumi; evitare alcol e bevande gassate; non fumare, non assumere menta; tenere sotto controllo il peso; non andare a letto prima di 2 ore dalla cena e dormire con la testa sollevata", suggeriscono gli specialisti.