Renato Cortese cittadino onorario di San Giuseppe Jato, Romano (Siulp): "Uomo di grande coraggio e dal micidiale acume investigativo"

Il prefetto contribuì alla cattura di Bernardo Provenzano e dei fratelli Brusca insieme alla sezione "Catturandi" della Mobile di Palermo

20 maggio 2026 | 14.47
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Giuseppe Siviglia, sindaco del comune di San Giuseppe Jato, in occasione del trentesimo anniversario della cattura di Giovanni Brusca avvenuta il 20 maggio del 1996, conferirà la cittadinanza onoraria al Prefetto Renato Cortese. La figura del Prefetto Cortese è indissolubilmente legata, insieme ai colleghi della sezione "Catturandi" della Squadra Mobile di Palermo e agli uomini della Polizia di Stato impegnati nelle indagini, alle operazioni che portarono alla cattura di tanti tra i massimi esponenti di Cosa Nostra, tra i quali Bernardo Provenzano ed i fratelli Brusca nativi, questi ultimi, proprio del comune di San Giuseppe Jato.

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In una nota Felice Romano, segretario generale del Siulp, il primo sindacato della Polizia di Stato e di tutto il comparto Sicurezza, oltre che dei comparti Difesa e Soccorso Pubblico, sottolinea: "La figura di Renato Cortese è una delle più prestigiose, emblematiche ed autorevoli dell’intera storia della Polizia di Stato. Un uomo di grande coraggio e dal micidiale acume investigativo che ha fronteggiato con coraggio e a viso aperto la mafia in uno dei periodi più bui e drammatici della storia del nostro Paese. Cortese non ha mai chinato il capo di fronte alla stagione stragista e all’attacco frontale della criminalità organizzata allo Stato, divenendo punto di riferimento, fonte di ispirazione ed esempio per intere generazioni di appartenenti alla Polizia di Stato".

"E nel sottolineare la totale stima, personale e di tutto il Siulp, nei confronti della figura del Prefetto Cortese, non possiamo non esprimere la nostra solidarietà e sostegno nei suoi confronti per quanto sta sopportando da oltre 13 anni nella vicenda giudiziaria del caso Shalabayeva. Nel fiducioso auspicio che il Prefetto Cortese e gli altri funzionari coinvolti possano essere prosciolti il prima possibile da ogni accusa, condividiamo le nobili ragioni e il senso sottesi al conferimento dell’odierna onorificenza, come oggettivo tributo istituzionale e sociale nei riguardi di Renato Cortese: grande professionista ma ancor più grande uomo".

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