Arriva il 41-bis per un’altra figura di spicco del narcotraffico nella Capitale. Dopo il carcere duro a dicembre scorso per il narcos Elvis Demce, primo caso per un esponente del gruppo degli albanesi della capitale, ora sempre in seguito alle indagini della Dda della procura di Roma e dei carabinieri del Nucleo investigativo è stato disposto, a quanto apprende l’Adnkronos, anche per Leandro Bennato. Bennato, detto “il Biondo”, inserito nel contesto criminale attivo nella zona di Casalotti e Boccea e coinvolto in passato nell’inchiesta ‘Grande Raccordo criminale’, lo scorso maggio è stato condannato dalla Corte di Assise d’Appello di Roma a 19 anni e 4 mesi accusato di sequestro di persona a scopo di estorsione e detenzione ai fini di spaccio di 107 chili di cocaina. Proprio in seguito a quell’indagine era finito in carcere nell’aprile del 2023. Nelle oltre 140 pagine delle motivazioni il giudice di primo grado aveva sottolineato il timore che incute il nome di Bennato negli ambienti della criminalità organizzata a Roma.
Ascendente criminale emerso anche con l’indagine ‘Cacher’ di un anno fa che ha smantellato i vertici di una maxi organizzazione che puntava a unificare le centrali di spaccio della Capitale. "...sti ragazzetti crescono tutti con il nome di Peppe Molisso e Bennato e 'sta cosa si rafforza. Molisso è diventato il Michele Senese di dieci anni fa. Molisso a Cinecittà è diventato il Michele Senese di dieci anni fa e Bennato uguale", è riportato negli atti dell’inchiesta su intercettazioni e dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia. Il nome di Leandro Bennato, condannato anche per le rivolte nel carcere di Rebibbia del marzo 2020 contro le restrizioni anti Covid, compare poi nelle motivazioni depositate dai giudici della Terza sezione della Corte di Assise di Roma sulla condanna all’ergastolo di Raul Esteban Calderon per l’omicidio di Fabrizio Piscitelli, ucciso con un colpo di pistola alla testa il 7 agosto del 2019 nel parco degli Acquedotti.
“Sono state ritenute attendibili le prove acquisite e pertanto dimostrate alcune circostanze di fatto: il contesto di criminalità organizzata in cui il delitto è maturato, il movente e i mandanti dell'omicidio, la reazione scatenata contro i mandanti dal gruppo di Piscitelli dopo il delitto - hanno scritto i giudici nelle motivazioni del processo per l’omicidio ‘Diabolik’ - i legami strettissimi esistenti tra i mandanti e tra l'imputato e tra Leandro Bennato e Giuseppe Molisso, il ruolo di killer professionista assolto dall'imputato al soldo di Bennato e Molisso, l’identificazione nell'imputato del killer che, nel tardo pomeriggio di una calda giornata d'estate del 2019, ha freddato con un colpo alla nuca Fabrizio Piscitelli”. Il 41-bis nel carcere di Novara sarebbe stato disposto anche per impedire ‘comunicazioni’ con l’esterno.