L'esposizione cronica al rumore ambientale contribuisce ogni anno a 48mila casi di cardiopatia
Il rumore ambientale non crea danni solo all'udito. E' un rischio per la salute pubblica e può anche aumentare il rischio di morte. Sono 109 milioni gli europei esposti ai rischi sanitari dell'inquinamento acustico, che fa male anche al cuore ed è responsabile di 12mila morti premature ogni anno. L'Italia non fa eccezione: nel nostro paese almeno 1 cittadino su 5 è circondato da rumori eccessivi secondo i dati diffusi dalla Sima, la Società italiana di medicina ambientale.
I riflettori vengono accesi su "un determinante ambientale spesso normalizzato": appunto "l'inquinamento acustico, in particolare quello continuo e diffuso che accompagna la vita urbana" a causa di "traffico, infrastrutture, cantieri e rumore di fondo costante".
Secondo l'Agenzia europea dell'ambiente (Eea) - riporta dunque la Sima - oltre il 20% della popolazione europea (circa 109 milioni di persone) risulta esposta nel lungo periodo a livelli di rumore da trasporti considerati non salutari sulla base delle soglie di rendicontazione della Direttiva europea sul rumore ambientale. La stessa Eea stima che l'esposizione cronica al rumore ambientale contribuisca ogni anno in Europa a 48mila nuovi casi di cardiopatia ischemica e appunto 12mila morti premature, oltre a milioni di persone con disturbi del sonno e alta annoyance (forte disturbo).
Il rumore da traffico stradale è la fonte più pervasiva: l'Eea stima 92 milioni di persone esposte sopra la soglia End per il rumore stradale, contro 18 milioni per quello ferroviario e 2,6 milioni per l'aereo. In Italia le mappature acustiche e i dati aggregati nazionali indicano che, negli agglomerati urbani, nel 2022 la percentuale media di residenti esposti a rumore notturno è del 22%, con picchi anche molto superiori in alcune aree.
"Il rumore ambientale è un inquinante 'invisibile': non lascia tracce sui vestiti, ma può lasciare tracce sulla salute - afferma Alessandro Miani, presidente della Sima che "nella Giornata mondiale dell'udito richiama istituzioni e comunità a considerare l'inquinamento acustico come priorità di prevenzione, integrando mappature, piani d'azione e interventi strutturali nelle politiche urbane e sanitarie".