Sapienza, domani si torna al voto per il rettore: Lucidi in testa, D’Urso accorcia le distanze

Si torna al voto dal 20 al 23 ottobre. Lucidi resta in testa, ma il vantaggio sul secondo candidato scende da 150 a 67 voti ponderati. In una nota diffusa da D’Urso, il suo comitato sottolinea la crescita dei consensi

Sapienza, domani si torna al voto per il rettore: Lucidi in testa, D’Urso accorcia le distanze
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19 ottobre 2026 | 16.08
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Si è conclusa senza un vincitore anche la seconda tornata delle elezioni per il nuovo rettore della Sapienza Università di Roma. Nessuno dei quattro candidati ha raggiunto la maggioranza assoluta necessaria per l'elezione. Sarà quindi necessario un terzo turno di votazioni, in programma dal 20 al 23 ottobre.

L'ordine di arrivo resta invariato rispetto alla prima votazione: Fabio Lucidi è ancora in testa, seguito da Pierpaolo D’Urso, Riccardo Faccini e Antonio Carcaterra. A cambiare, tuttavia, sono i rapporti di forza tra i candidati, con una riduzione del distacco tra i primi due.

D’Urso recupera oltre 80 voti su Lucidi

Pierpaolo D’Urso passa da 1.025,38 a 1.140,63 voti ponderati, registrando un incremento di oltre 115 voti rispetto al primo turno. Più contenuta la crescita di Lucidi, che guadagna 31,5 voti ponderati. Il risultato è una riduzione del distacco tra i due candidati, che passa da 150,5 a 66,8 voti ponderati.

D’Urso aumenta inoltre il proprio vantaggio sugli altri due contendenti: Riccardo Faccini raggiunge 880,8 voti ponderati, circa 260 in meno rispetto al secondo classificato, mentre Antonio Carcaterra si attesta a 746,1, con un distacco da D’Urso di 394,5 voti.

La lettura del risultato nella nota di D’Urso

In una nota diffusa da D'Urso, la crescita dei consensi viene interpretata come il segnale di un progressivo allargamento della sua base elettorale e della capacità di intercettare preferenze che, al primo turno, si erano orientate verso altri candidati. Questo risultato, a quanto si legge, sarebbe legato a "una proposta incentrata su partecipazione, trasparenza e responsabilità, presentata come un progetto capace di rappresentare le diverse componenti della comunità universitaria".

D’Urso: “Il 70% ha scelto una candidatura di discontinuità”

“C’è molta soddisfazione per il risultato del secondo turno, per quanto non risolutivo. Ci tengo innanzitutto a ringraziare tutti coloro che hanno partecipato al voto”, dichiara Pierpaolo D’Urso nella nota. Il candidato propone poi una lettura politica dell'esito delle votazioni: “Ma il dato più forte credo sia che il 70% dell’elettorato ha scelto una candidatura di discontinuità con l’amministrazione uscente”. Una valutazione con cui D’Urso punta a evidenziare il peso complessivo delle candidature che si propongono in alternativa alla gestione attuale dell'ateneo, individuando in questo bacino elettorale un possibile spazio di convergenza in vista del prossimo turno.

“In questo momento decisivo è importante il dialogo tra le forze che propongono il cambiamento. Noi siamo aperti e pronti a raccogliere, coordinare e guidare il contributo di tutti coloro che vogliono una nuova pagina per Sapienza e che condividano una visione inclusiva, in cui particolare attenzione è dedicata alle componenti oggi meno rappresentate, da studentesse e studenti, al personale TAB, ai ricercatori e ai professori associati”, aggiunge D’Urso.

L'obiettivo, conclude il candidato, è costruire “una Sapienza più collegiale, più in ascolto, più trasparente, più centrata sulle persone”.

Il confronto resta dunque aperto. Il terzo turno sarà decisivo per verificare se i rapporti di forza emersi dalle prime due votazioni saranno confermati o se si determineranno nuovi equilibri tra le candidature.

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