Scuola, premiati a Belluno gli studenti vincitori del concorso Anvcg

L’evento è stato l’occasione per presentare la campagna "Stop alle bombe sui civili"

Scuola, premiati a Belluno gli studenti vincitori del concorso Anvcg
26 febbraio 2026 | 20.01
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Si è tenuta oggi a Belluno presso il Teatro “Dino Buzzati” la cerimonia di premiazione del concorso scolastico promosso dall’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (Anvcg) in collaborazione con il ministero dell’Istruzione e del Merito e il network "Scuole in rete per un mondo di solidarietà e di pace". L’evento è stato l’occasione per presentare la campagna "Stop alle bombe sui civili", che l’Associazione promuove dal 2018 con l’obiettivo di garantire la protezione dei civili coinvolti nei conflitti armati all’interno dei centri urbani. È proprio nelle città, infatti, che la guerra manifesta i suoi effetti più devastanti e di lungo periodo, pregiudicando, anche molti anni dopo la fine delle ostilità, il godimento dei diritti umani fondamentali, come quello all’istruzione e alla salute.

Per il presidente nazionale dell'Anvcg Michele Vigne, "secondo le Nazioni Unite dall’inizio del conflitto in Ucraina sono stati feriti o uccisi oltre 50.000 civili. Tra le decine di migliaia di persone colpite, più di 3.000 sono bambini e sulla linea del fronte quasi tutte le abitazioni sono state distrutte o danneggiate. Da tempo ed in tutti gli scenari di guerra assistiamo ad una progressiva erosione delle garanzie di protezione fornite dalle Convenzioni esistenti e questo è intollerabile. 'Stop alle bombe sui civili' è un richiamo forte e accorato che parla alla coscienza del mondo, al di sopra delle appartenenze politiche e degli schieramenti. Non ci stancheremo di chiederlo e ripeterlo a gran voce sino a quando questo avverrà". L’evento è stato arricchito dallo spettacolo teatrale “La Scelta”, messo in scena dagli attori e autori Marco Cortesi e Mara Moschini. Alla premiazione hanno partecipato anche il Segretario Generale dell’Anvcg Roberto Serio e la Responsabile de "L’Osservatorio - centro di ricerche sulle vittime civili di guerra" Sara Gorelli, che hanno illustrato le iniziative dell’Associazione a favore delle vittime civili dei conflitti armati.

Fra le scuole di primo grado, alla classe III A dell'I.c. Ponte nelle Alpi - Scuola secondaria S. Pertini, con le docenti Donatella De Pra e Claudia Campanella è andato il primo premio da 300 euro utilizzabile nell’acquisto di libri e materiale didattico: l’ottimo lavoro, raccolto in un e-book, è riuscito a far comprendere il significato e la drammaticità di un’infanzia negata. Attraverso la strutturazione di un abbecedario corredato da disegni, riflessioni, poesie e slogan di pace i ragazzi vogliono lanciare agli adulti un forte e fermo messaggio di speranza e desiderio di pace nel mondo. Alla III C e alla docente Valeria Vello è andato il secondo premio da 250 euro: attraverso l’analisi di alcuni libri gli alunni si sono accostati alla dura realtà vissuta da bambini a cui è stata negata la possibilità di crescere ed hanno compreso la drammaticità di varie situazioni, dal racconto di chi ha vissuto gli eventi della 2° guerra mondiale, a chi ha affrontato la guerra a Sarajevo, a chi è morto innocente per colpa degli errori dei padri e della crudeltà della mafia.

All'Istituto Comprensivo Como Centro città - Scuola Secondaria Giuseppe Parini è andato il 3° premio da 250 euro con il lavoro dal titolo "Maschere del dolore – il filo della memoria": Il video, prodotto corale di un folto numero di alunni, vuole sottolineare l’assurdità delle guerre e sensibilizzare le nuove generazioni sui temi della pace e civile convivenza. La rappresentazione artistica multimediale attraverso il sapiente uso dei linguaggi: musica, danza, recitazione e canto, ha evidenziato il significato dell’oppressione e della perdita dell’identità contrapposte a quelle della libertà e della forza della vita. Notevole la riflessione e rappresentazione del passato, non altrettanto sviluppata la comparazione con le vittime civili delle guerre dell’oggi.

Per quanto riguarda il biennio della scuola superiore, la II B dell'Iis Galilei-Tiziano di Belluno ha vinto il 1° premio da 350 euro con il lavoro di Alessio Camposei e Camilla Ganz dal titolo “Due infanzie”: con un linguaggio asciutto e tagliente gli studenti hanno efficacemente reso la drammaticità della condizione in cui versano tanti bambini a cui è negata la spensieratezza e la fiducia nel futuro e l’insensatezza e atrocità delle guerre di ieri e di oggi. Per la categoria triennio scuola superiore, il primo premio da 350 euro è andato a pari merito all'opera di Alvise Marascalchi e Veronica Menegaldo dell'Iis Galilei-Tiziano e a "Nuvole Bianche" di Chiara Piccolin dell'Iis T. Catullo: dalla toccante e coinvolgente narrazione delle due storie, l’una ambientata durante la 2° guerra mondiale e l’altra durante l’attuale guerra russo-ucraina, l’allieva, attraverso il dipanarsi degli eventi drammatici, è riuscita a rendere l’intensità dell’amarezza nel constatare “come la guerra si ripeta senza che le persone imparino dai propri errori”. Marascalchi e Menegaldo invece producono una performance intensa su testo originale, ben recitato e accompagnato dall’intensità interpretativa della corografia della danza dei tessuti aerei. La storia risulta ben costruita e ben evidenzia il dramma universale delle vittime civili.

Il secondo premio da 300 euro invece è andato a Eleonora Viezzer, Tulene Roffarè, Marianna De Pra e Doha Benaly della V Al del liceo G. Renier con l'opera "Mille Battiti": lavoro ben concertato, drammatico nello sviluppo delle varie parti: poesia che nel succedersi concitato degli eventi rende pienamente il senso di paura e di morte; narrazione che, imperniata su eventi drammatici di molte infanzie spezzate, amaramente si pone l’interrogativo sulla possibilità di salvezza della nostra umanità dato che l’uomo continua ad opprimere i deboli; disegni che nella loro sintesi esprimono la cattiveria degli adulti di fronte all’ingenuità e fiducia dei bambini. Della stessa classe, i vincitori del 3° premio da 250 euro, Francesco Vigne e Sara Saviane: gli studenti, confrontandosi con il linguaggio giornalistico, hanno ben reso il significato del nascere e crescere in territori investiti dalla guerra, del drammatico furto dell’infanzia per i bambini sia di ieri che di oggi. Importanti le considerazioni finali sulla scelta per i giovani di non restare indifferenti dinanzi alle atrocità ed insensatezze delle guerre dell’oggi e di assumersi le responsabilità nel presente.

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