Serena Mollicone, l'omicidio 25 anni fa: "La famiglia attende ancora giustizia"

"Venticinque anni sono tanti, troppi per una famiglia che chiede giustizia", dice all'Adnkronos il legale di parte civile Anthony Iafrate, che da anni segue Consuelo Mollicone, sorella di Serena

25 anni fa il delitto di Arce (nella foto Serena Mollicone)
25 anni fa il delitto di Arce (nella foto Serena Mollicone)
01 giugno 2026 | 19.17
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Tra processi, assoluzioni, accuse e ritrattatazioni, deposizioni che cambiano e colpi di scena, sono passati esattamente 25 anni dal giorno in cui Serena Mollicone scomparve. Salutò papà Guglielmo, a cui aveva preparato la colazione, molto presto, per andare a fare un'ortopanoramica. Uscì di casa e da quel momento di lei si perse ogni traccia. Era il 1 giugno del 2001. Due giorni dopo, il 3, la giovane venne trovata morta in mezzo a un mucchio di rifiuti in una zona di boscaglia nella località di Fonte Cupa, qualche anno fa ribattezzata Fonte Serena in sua memoria. Serena aveva mani e piedi legati da nastro adesivo e fil di ferro. Lo stesso nastro le copriva la bocca e il naso. In testa aveva un sacchetto dell’Eurospin.

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I familiari della 18enne non si sono mai arresi, a partire dal papà Guglielmo, morto nel 2020, e per tutti questi anni si sono battuti per avere giustizia. Non fu un appuntamento col destino a strappare Serena alla vita ma una o più mani criminali che decisero di mettere fine ai suoi sogni, alle sue speranze e al suo ''tempo'', come disse Dario De Santis, storico avvocato della famiglia, nel 2022 in udienza davanti alla Corte d'Assise di Cassino, nel processo di primo grado ai Mottola. Citando i versi della poetessa tedesca Elli Michler 'Ti auguro Tempo', che contengono l'augurio di un genitore a un figlio (''Ti auguro tempo per contare le stelle e tempo per crescere, per maturare''...''ti auguro tempo anche per perdonare, ti auguro di avere tempo, tempo per la vita''), De Santis sottolineò come a 'Serena sia stato "tolto tutto, anche il tempo di perdonare, se avesse voluto, dopo quel primo colpo inferto''. Nel 2022 si svolgeva il processo di primo grado a carico di Franco Mottola, ex comandante della caserma dei carabinieri di Arce, del figlio Marco e della moglie Annamaria, con l'accusa di concorso in omicidio. Processo che culminò con un'assoluzione. Seguì il secondo grado che nonostante la riapertura dell'istruttoria dibattimentale si concluse con una conferma dell'assoluzione. In Cassazione arrivò l'ultimo dei tanti colpi di scena di questi 25 anni: sentenza annullata e processo da rifare.

E' da ottobre, infine, che è in corso il processo d'Appello bis ma allo stato il delitto di Serena Mollicone resta ancora un caso irrisolto. "Venticinque anni sono tanti, troppi per una famiglia che chiede giustizia- dice all'Adnkronos il legale di parte civile Anthony Iafrate dello Studio Salera, che da anni segue Consuelo Mollicone, sorella di Serena - Certo è che l'istanza di giustizia per la famiglia Mollicone non si ferma nemmeno davanti a tutto questo tempo. Dal punto di vista legale il nostro è un mandato che intendiamo onorare per l'impegno preso nei confronti di Consuelo e del papà Guglielmo Mollicone che ha lottato con tutte le sue forze per cercare giustizia ed è venuto meno proprio quando stava per iniziare il processo (ieri era la ricorrenza della sua morte ndr). La famiglia attende una risposta, seppur a distanza di tutto questo tempo, perché uno Stato civile, fondato sui principi di legalità deve sempre perseguire il responsabile di un omicidio, soprattutto dell'omicidio di una ragazza di 18 anni". (di GIorgia Sodaro)

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