Strage Altavilla, Procuratore Cavallo: "In 30 anni mai vista tanta crudeltà"

Il procuratore capo Cavallo
Il procuratore capo Cavallo
03 luglio 2026 | 12.31
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“Siamo soddisfatti dell'esito complessivo del processo, perché sono state accolte tutte le richieste della Procura, quantomeno con riferimento ai due ergastoli per la coppia. Per Giovanni Barreca noi avevamo chiesto trent'anni di carcere, ci siamo attenuti prudenzialmente alle conclusioni dei nostri consulenti, che avevano parlato nella perizia di semi-infermità mentale, però ovviamente rispettiamo nel modo più assoluto le determinazioni del collegio. Noi ci riteniamo soddisfatti dell'esito processuale, fermo restando ovviamente che è e resta una tragedia. Quindi, per quanto si possa essere soddisfatti nell'ambito di una vicenda del genere, dai contorni così tristi e drammatici”. Lo ha detto all'Adnkronos il Procuratore capo di Termini Imerese (Palermo) Angelo Vittorio Cavallo, commentando la sentenza emessa ieri sera dalla Corte d'assise di Palermo, dopo 9 ore di camera di consiglio nel processo per la strage di Altavilla di due anni fa. Ergastolo per la ‘coppia diabolica’ accusata di avere ucciso Antonella Salamone, 41 anni, e i figli Kevin ed Emmanuel Barreca, di 16 e 5 anni. Condanna del carcere a vita anche per il marito della vittima, Giovanni Barreca. La Procura di Termini Imerese, al termine della requisitoria, aveva chiesto l’ergastolo per la coppia e 30 anni per Barreca, che sarebbe affetto da un vizio parziale di mente. Salamone e i figli furono torturati e brutalmente assassinati al termine di riti di "purificazione dal demonio" e di esorcismi nella villetta di Altavilla Milicia (Palermo) in cui abitava la famiglia Barreca.

“In 30 anni di anzianità in magistratura di anni ho visto, purtroppo, mio malgrado, tanti episodi, tanto tante morti violenti, tanti episodi di sangue, tante situazioni terribili, però una vicenda dai contorni così drammatici, ma anche paradossali, proprio assurdi, non mi era mai capitata. Quindi, una vicenda terribile e assurda proprio nel contesto in cui è maturata, cioè un esorcismo portato alle estreme conseguenze. Anche nei confronti di un bambino di sei anni e di un ragazzo di 16”, ha detto ancora il Procuratore di Termini Imerese Cavallo, che è arrivato solo pochi mesi fa alla guida della Procura. Era presente al momento della richiesta di pena, in aula, con il pm Manfredi Lanza, che ha seguito l'indagine fin dall'inizio.

Per la Corte d'Assise di Palermo Giovanni Barreca, il marito di Antonella Salamone, 41 anni, è assolutamente in grado di intendere e di volere, condannandolo all’ergastolo. “Sì, la Corte d'Assise di Palermo ha ritenuto Barreca capace di intendere e di volere di partecipare al processo, quindi del tutto capace di intendere. Invece, i nostri consulenti nominati dalla procura hanno concluso per una semi-infermità mentale, da questa semi-infermità mentale è derivata l'attenuante della semi-infermità mentale, che poi ha portato alla richiesta nostra, non accolta, di condanna a 30 anni”.

'Colpito dal bambino che aveva fame e sete e non gli negarono persino un succo di frutta'

La Corte d’assise di Palermo ha inoltre riqualificato il reato da triplice omicidio aggravato in tortura aggravata dalla morte. “Sicuramente è una diversa qualificazione giuridica ma per gli effetti pratici poco cambia, perché comunque la pena è sempre quella prevista dell'ergastolo, però la Corte evidentemente ha ritenuto talmente presenti i segni di queste torture e di questi atti di violenza ripetuti nel tempo e prolungati nel tempo, ripetuti nell'arco di più giorni, tale da integrare questo diverso reato”, ha aggiunto il Procuratore di Termini Imerese Cavallo. "Si tratta di una qualificazione giuridica diversa, ci sta può succedere ripeto, vedremo anche nei successivi gradi di giudizio, cosa diranno gli altri giudici, ma noi siamo soddisfatti”, dice Cavallo.

Il Procuratore si è detto particolarmente colpito, in tutta la vicenda, di quel passo dell'istruttoria in cui “anche il collega Lanza ha ricordato che il bambino di sei anni era stato segregato per più giorni in una stanza, e sottoposto a questi interrogatori rituali, a scopo di ‘esorcismo’ e oltre a tutta una serie di pressioni psicologiche, era anche stato tenuto recluso in una stanza, senza neanche poter bere e mangiare. Tanto è vero che da alcuni messaggi intercettati c'erano il fratello sedicenne che chiedeva se almeno si potesse dare al piccolo un succo di frutta, perché il bambino aveva fame e sete, evidentemente. E la coppia diceva che non si doveva dare nulla. Quindi voglio dire, non una serie di violenze maturate nell'arco di un'ora, due ore, che già è folle e assurdo, ma una violenza ripetuta per più giorni. Arrivando anche a privare un bambino di sei anni del cibo e dell'acqua, insomma delle bevande”.

'A settembre perderò il 50 per cento dell'organico per alcuni trasferimenti, sarà difficile fare inchieste come questa'

La figlia di Giovanni Barreca, Miriam Barreca, coinvolta nella strage era stata assolta in appello. “E’ stata assolta, per quello che mi risulta, perché dichiarata immatura che è una formula per affermare appunto che non fosse del tutto capace di intendere e di volere, ma ripeto è una qualifica che rimane in ambito del processo minorile, quindi il processo a carico dei minorenni”, ha spiegato il Procuratore Angelo Vittorio Cavallo.

Ieri sera, poco prima di mezzanotte, al momento della lettura del dispositivo, accanto al pm Manfredi Lanza, c'erano anche diversi colleghi della Procura di Termini Imerese. Tutti giovani e al primo incarico. "Sono soddisfatto del lavoro dei colleghi - dice Cavallo - mi spiace solo che a settembr perderò il 50 per cento del mio organico per effetto di diversi trasferimenti. Questo comporterà un aggravio di lavoro per i sostituit che rimangono, sarà molto più difficile gestire casi proprio come quello di Altavilla Milicia...". (di Elvira Terranova)

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