Aveva scelto la vittima sbagliata, il 38enne senegalese che nel pomeriggio del 14 gennaio scorso aveva tentato l'ennesima rapina in via Principe Eugenio, nel quartiere Esquilino a Roma. L'uomo dalla cui tasca aveva sottratto il telefono cellulare era infatti un istruttore coordinatore del Corpo di Polizia Roma Capitale, in servizio di prevenzione del degrado e dei reati nella zona rossa 'Termini-Esquilino'. Nonostante per ironia della sorte si trattasse di uno degli agenti che nei mesi scorsi aveva proceduto ad identificarlo per altre vicende, l'uomo ha tentato di entrare in possesso del portafogli, obbligando l'agente a fare uso dello spray al peperoncino di ordinanza per difendersi dall'aggressore.
Dopo un inseguimento durato oltre 15 minuti, che aveva visto coinvolti gli equipaggi dei gruppi Spe e Gssu presenti nella zona, il rapinatore è riuscito infine a fare perdere le tracce nei pressi di Viale Manzoni. Fino a questa mattina, quando gli uomini del gruppo Sicurezza Pubblica Emergenziale, lo hanno notato aggirarsi in caccia di nuove vittime in via Principe Amedeo, di fronte l'ingresso del mercato Esquilino. Per il 38enne, già identificato dalle foto segnaletiche e colpito da ordine di allontanamento e con numerosi precedenti penali alle spalle per i reati di rapina spaccio e resistenza, si sono aperte le porte del carcere di Regina Coeli.
Sull'episodio è intervenuto il segretario omano dell'Ugl Polizia Locale Paolo Emilio Nasponi: "Il vissuto criminale e le modalità aggressive delle persone che si aggirano a Termini ma più in generale negli snodi ferroviari delle maggiori città italiane -ha sottolineato- dimostra inequivocabilmente la criticità del valore sicurezza nella cui difesa le Polizie Locali si trovano quotidianamente impegnate. Governo e sindaci riconoscano questi Corpi come forze di Polizia ad ordinamento Locale, dotandone gli appartenenti di strumenti formazione e tutele, necessarie in primo luogo a rendere più efficiente la difesa dei cittadini".