Banche, correntista denuncia il raggiro: "Così ho visto sparire 50mila euro sul conto"

Banche, correntista denuncia il raggiro:
13 gennaio 2026 | 12.32
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Un avviso di operazione sospetta, una chiamata apparentemente proveniente dal numero ufficiale della banca e la rassicurazione di un presunto operatore. In pochi minuti una correntista Ing ha visto dissolversi dal proprio conto circa 50mila euro. Una truffa ben orchestrata, che però non ha avuto l’epilogo sperato dai criminali: grazie all’assistenza dell’associazione Codici, la donna è riuscita a recuperare quasi l’intera somma sottratta, circa 47mila euro.

La vicenda ha inizio con una telefonata che sembrava del tutto credibile. Dall’altro capo del filo, un finto operatore avvisava la cliente di una transazione sospetta verso l’estero, invitandola a seguire alcune procedure per bloccarla. Modalità già viste in passato, che avevano rafforzato la fiducia della donna. A far scattare i primi dubbi è stato l’intervento di un secondo presunto operatore, che annunciava l’invio di ulteriori comunicazioni via e-mail.

È proprio in quel momento che la realtà si è rivelata per ciò che era. Accedendo all’home banking e controllando la posta elettronica, la correntista ha scoperto che dal conto erano già spariti quasi 41mila euro attraverso pagamenti Cbill, PagoPa e bollette, oltre a circa 8mila euro sottratti tramite operazioni con le carte. Subito dopo, il silenzio: i finti operatori hanno interrotto ogni contatto. Un ulteriore controllo ha aggravato il quadro. Sul conto risultavano collegati anche altri due dispositivi sconosciuti. La donna ha immediatamente bloccato l’accesso e, nel giro di poche ore, ha sporto denuncia alla Polizia. Da lì è partita l’azione di Codici.

“Inizialmente la banca aveva respinto il disconoscimento delle operazioni e la richiesta di rimborso – spiega Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –. Abbiamo quindi presentato ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario. Di fronte all’evidenza dei fatti, Ing ha riconosciuto le nostre ragioni e disposto il rimborso quasi totale delle somme perse”. Un risultato significativo, non solo per l’importo recuperato, ma anche per le modalità. “Siamo molto soddisfatti – aggiunge Giacomelli – perché il rimborso è arrivato direttamente dalla banca. È un segnale importante nella tutela dei cittadini e una conferma che vale la pena non arrendersi”.

La truffa risale ad agosto, mentre la comunicazione del rimborso è arrivata a novembre. Tempi decisamente più rapidi rispetto al passato, quando casi simili potevano trascinarsi anche per un anno. Ora resta aperta un’ulteriore azione per recuperare l’ultima parte mancante, poco meno di 2mila euro. La storia si chiude, per ora, con un messaggio chiaro: denunciare conviene. Anche di fronte a truffe sofisticate e perdite ingenti, far valere i propri diritti può portare a risultati concreti. Recuperare i soldi persi non è impossibile. (di Andrea Persili)

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