Nessuna regia e palla al mercato, ma l'idea del Terzo Polo non sarebbe male. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, rispondendo a una domanda in conferenza stampa, afferma che il governo detiene meno del 5%" di azioni Mps, non escludendo di cederle, ma senza fretta. "Proprio perché non controlliamo Mps - dice la premier - non abbiamo voce in capitolo su un Terzo polo delle banche. Io penso che sarebbe utile al sistema bancario, ma il governo non ha autorità e mezzi per fare niente".
QUANTO POTREBBE VALERE
Secondo le stime di diversi analisti contattati da AdnKronos, un "terzo polo bancario allargato" (Mps - Mediobanca - Banco Bpm) potrebbe dare vita a gruppo da 50 miliardi di capitalizzazione.
IL CONTESTO
L'idea di fondo alla base del progetto è che dopo Intesa Sanpaolo e Unicredit si possa ritagliare uno spazio per un terzo soggetto. Tutto ciò - si mormora in ambienti finanziari - favorito da un insieme di presupposti che sembrano incastrarsi in quello che potrebbe essere un secondo tempo del risiko: da un lato Piazza Salimbeni impegnata nell'integrazione con Mediobanca, dall'altro il governo che potrebbe cedere le proprie quote in Mps. Dal combinato disposto ecco spuntare l'ipotesi di un matrimonio tra Mps e Banco Bpm.
PREGI E DIFETTI
Con una serie di vantaggi per entrambi i player: Piazza Salimbeni ha già avviato un’operazione assai rilevante acquisendo Mediobanca e dimostrando che Mps può avviare un progetto di crescita e consolidamento del proprio perimetro. Da non sottovalutare poi il versante di Piazza Meda citata come potenziale target/partner per varie aggregazioni (con Mps o con altri) nel contesto della consolidazione del settore bancario italiano. Tutto ciò benedetto dall'elemento strategico-politico.
Certo, fanno notare all'AdnKronos fonti ben informate in ambito finanziario, non è un progetto che può nascere stasera: in primo luogo, spiegano, perché l'operazione richiederebbe un significativo impegno finanziario (capitale, eventuali aumenti capitale, costi di integrazione) e bisognerebbe chiedersi se Mps abbia oggi margini tali da sostenere ulteriori acquisizioni senza indebolire i suoi stessi requisiti patrimoniali. In secondo luogo - e stavolta lato Banco Bpm - ci sarebbe più di una perplessità ad avviare un'operazione "prima che l'integrazione con Mediobanca sia piena".
MA QUINDI E' UN PROGETTO UTILE?
Il progetto di un Terzo Polo "può essere utile al sistema bancario nel suo complesso ma non lo è automaticamente", sottolinea all'AdnKronos l'economista della Bocconi, Michele Calcaterra. Secondo il professore dipende interamente da: qualità degli asset, capitale, governance, logica industriale (non solo politica).
Segnatamente al contesto bancario italiano, spiega il professore, "considero che il Terzo Polo bancario sia utile al sistema solo se nasce come progetto industriale forte, non come soluzione politica di equilibrio". Il professore spiega che "in Europa ad esempio ha funzionato quando è stato strutturale o molto grande (Germania, Francia), ha fallito quando si è trattato di una soluzione emergenziale o sottodimensionata (Uk)". (di Andrea Persili)