La spiegazione all'AdnKronos dell'esperto
La prossima assemblea di Banco Bpm "rappresenta un momento decisivo per ridefinire la governance e gli equilibri tra i principali azionisti". Lo sottolinea all'AdnKronos Flavio Notari, Head of Tax for Technology Companies (Italy) di Orrick, evidenziando che al centro della discussione "c’è la proposta di aggiornare lo statuto, portando a sei il numero di consiglieri riservati alle minoranze. Questa scelta si inserisce nel quadro delle recenti innovazioni normative introdotte dalla Legge Capitali, che consente di attribuire fino a un terzo dei seggi agli azionisti non di controllo, e delle nuove regole Consob (delibera n. 23725/2025)".
L’obiettivo della riforma, dice ancora l'esperto, "è quello di rafforzare la rappresentanza delle minoranze e rendere più trasparente la procedura di selezione dei membri del consiglio, in linea con quanto previsto dall’articolo 147-ter.1 del Tuf". Per Crédit Agricole, che detiene una quota vicina al 20%, "questa evoluzione potrebbe tradursi in una presenza più ampia nel board, aumentando il proprio peso decisionale senza assumere il controllo diretto". Per Castagna e Tononi, afferma ancora, "la sfida sarà trasformare la nuova architettura di governance in un’opportunità per mantenere il baricentro del potere, bilanciando la lista del CdA uscente con la presenza rafforzata delle minoranze".
Sul piano tecnico, prosegue, una modifica dello statuto che interviene sulla composizione del consiglio e sui diritti delle minoranze è considerata significativa e, secondo l’articolo 56 del Testo Unico bancario, richiede la valutazione preventiva da parte di Banca d’Italia per garantire la corretta gestione dell’istituto. Inoltre, dice ancora, "il Testo Unico della Finanza e lo statuto della banca prevedono che tali cambiamenti siano approvati tramite assemblea straordinaria, con le maggioranze qualificate richieste dalla normativa".
Questo, prosegue ancora, comporta una tempistica più articolata: prima dell’assemblea ordinaria di aprile, sarà necessario convocare un’assemblea straordinaria per deliberare sulle modifiche statutarie. Solo dopo l’approvazione dei soci si potranno applicare le nuove regole alla formazione delle liste e all’assegnazione dei seggi, secondo quanto stabilito dal Regolamento emittenti Consob. La sfida si gioca su diversi fronti: quello normativo, quello delle alleanze tra azionisti e quello delle tempistiche procedurali. In un contesto di crescente consolidamento bancario e di attenzione da parte delle autorità europee, conclude, "garantire trasparenza e rigore nei processi diventa essenziale per la stabilità e la credibilità della governance di Banco Bpm". (di Andrea Persili)