Banco Bpm-Mps, Castagna gioca d'anticipo: attesa domani per il Cda del Monte

Banco Bpm-Mps, Castagna gioca d'anticipo: attesa domani per il Cda del Monte
07 giugno 2026 | 18.15
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Banco Bpm rompe gli indugi e presenta a Mps una proposta di integrazione finalizzata alla creazione del secondo gruppo bancario italiano per dimensioni, alle spalle di Intesa Sanpaolo. L'operazione, strutturata come merger of equals, darebbe vita a un gruppo con oltre 50 miliardi di capitalizzazione e sinergie stimate in circa 1,1 miliardi di euro tra ricavi e costi.

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Cruciale il ruolo di Crédit Agricole, primo azionista di Banco Bpm con il 22,8% del capitale. Come fanno notare fonti finanziarie all'AdnKronos, la proposta del Banco è stata approvata all'unanimità dal consiglio di amministrazione di Piazza Meda, inclusi i consiglieri espressione del gruppo francese, circostanza che viene letta come un segnale significativo per la sostenibilità dell'operazione.

Sull'accelerazione impressa da Giuseppe Castagna le stesse fonti la collegano ai crescenti rumors di mercato su possibili iniziative alternative attorno a Mps: in questi giorni c'è anche chi ha parlato anche di Unicredit. In questo contesto, spiegano le fonti, l'amministratore delegato di Banco Bpm avrebbe deciso di giocare d'anticipo proponendo formalmente alla banca senese l'avvio di un confronto per una possibile integrazione.

Secondo Michele Calcaterra, professore di Corporate Finance della Università Bocconi, "la vera ragione per accelerare non sarebbe tanto industriale quanto opportunistica: sfruttare una configurazione attuale di azionisti, management, rapporti istituzionali e valutazioni di mercato che potrebbe non ripresentarsi identica più avanti nel tempo". "Con questo - dice Calcaterra all'AdnKronos - non voglio dire che l’operazione diventerebbe impossibile se rinviata, penso, come dicevo, che l’accelerazione sia di carattere più speculativo che industriale".

Come anticipato dall'agenzia di stampa , i primi contatti tra i due istituti, seppur ancora in una fase preliminare, risalirebbero alle settimane successive all'assemblea della banca senese a fine aprile. Adesso non resta che aspettare le reazioni a Siena: la proposta sarà esaminata nel consiglio di amministrazione già convocato per domani, consentendo ai consiglieri una prima valutazione dell'offerta.

Resta aperto il tema delle priorità strategiche di Monte dei Paschi. Malgrado i primi contatti tra le banche, nei giorni scorsi l'amministratore delegato Luigi Lovaglio ha ribadito di essere pienamente concentrato sul progetto di integrazione con Mediobanca. Secondo fonti molto ben informate citate da Adnkronos, qualsiasi decisione del consiglio non potrà non tenere conto di una serie di fattori, tra cui la questione della fusione con Mediobanca e la necessità di trovare la coesione interna all'interno del board: il ragionamento è semplice, non si può affrontare un momento straordinario con un Cda balcanizzato. "Domani i vertici del Monte devono cercare la più ampia convergenza e aprire in Cda alle minoranze", avverte all'AdnKronos Angelo De Mattia, analista economico e già direttore centrale della Banca d'Italia. (di Andrea Persili)

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