Banco Bpm, prossima settimana Cda: ecco le mosse per non perire nel risiko

Secondo quanto riferiscono le fonti, lo scenario è in continua evoluzione: allo stato attuale l'ipotesi meno probabile appare quella di una mossa immediata e aggressiva da parte dell'istituto su Mps

Banco Bpm, prossima settimana Cda: ecco le mosse per non perire nel risiko
11 giugno 2026 | 12.48
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Il consiglio di amministrazione di Banco Bpm dovrebbe riunirsi martedì prossimo: sul tavolo anche il punto sulla situazione dopo le ultime evoluzioni del risiko bancario. Lo apprende AdnKronos da fonti finanziarie. Secondo quanto riferiscono le fonti, lo scenario è in continua evoluzione: allo stato attuale l'ipotesi meno probabile appare quella di una mossa immediata e aggressiva da parte dell'istituto su Mps. Banco Bpm non disporrebbe di margini tali da consentire una controffensiva autonoma in concorrenza con Intesa Sp.

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Tra gli scenari allo studio, su cui parrebbe puntare una parte del management, il primo - e al momento considerato il più prudente - sarebbe quello di mantenere una linea attendista. In questo caso il gruppo guidato da Giuseppe Castagna continuerebbe a monitorare gli sviluppi confidando nell'eventuale emergere di elementi esterni, anche di natura politica o regolamentare, che possano incidere sul quadro complessivo dell'operazione di Intesa Sp. Una strategia che, secondo le fonti, presenta margini di successo limitati e dunque poco probabile.

L'operazione di Intesa Sp, spiegano, gode attualmente del sostegno del mondo politico e finanziario; presenta un premio cash consistente; è studiata in modo tale da eludare eventuali eccezioni legate all'antitrust. Per di più, spiegano le fonti, l'attendismo rischia di esporre il Banco a diventare preda del risiko. Insomma: scenario rischioso.

L'alternativa, giudicata più dinamica ma anche più complessa da realizzare, sarebbe invece l'avvio di contatti per individuare un partner industriale con cui costruire una controfferta per Siena: una sorta di merger d'attacco da contrapporre alla coppia Unipol-Intesa Sp. Un capitolo a parte riguarda la concreta ricerca di un partner industriale, in grado di sostenere un'operazione di questo tipo. Tra i nomi che continuano a circolare negli ambienti finanziari - spiegano le fonti - figura quello di Crédit Agricole, già azionista di Banco Bpm. Ma le stesse voci precisano come un eventuale rafforzamento del ruolo del gruppo francese riaprirebbe inevitabilmente il tema della presenza straniera nel sistema bancario italiano e delle possibili valutazioni da parte del governo.

Nello stesso tempo, stando sempre alle fonti, diversi ragionamenti fatti evidenziano come lo scenario europeo stia rapidamente cambiando. In particolare, l'eventuale successo dell'operazione di UniCredit su Commerzbank potrebbe contribuire a modificare l'approccio politico verso le aggregazioni transfrontaliere. In questo contesto, spiegano, un'eventuale apertura a Crédit Agricole potrebbe essere letta come coerente con il percorso di integrazione bancaria europea, offrendo anche una possibile via d'uscita a quanti finora hanno sostenuto la necessità di preservare un terzo polo nazionale. Ma non si tratta dello scenario più probabile.

Quello che in concreto, spiegano le fonti, potrebbe accadere è una possibile spinta d'accelerazione di M&A da parte del Banco: aggregarsi per non essere aggrediti, diventare predatore per non divenire preda. Con il duplice obiettivo di contare nel risiko ed evitare qualche mossa da parte di soggetti interessati, magari la stessa Unicredit, che potrebbe avvantaggiarsi da un Banco Bpm rimasta Cenerentola nel risiko. Il problema, spiegano le fonti, è trovare un soggetto di dimensioni adeguate: gruppi bancari di medie dimensioni potenzialmente interessati a rafforzarsi per non restare schiacciati dal processo di concentrazione in atto nel settore. D'altronde, spiegano le fonti, la stessa proposta giunta a Mps con il merger alla pari proposto domenica va proprio in questa direzione. Tra i lavoratori, spiegano fonti sindacali contattate dall'AdnKronos, prevale un sentimento di vigile attesa, con un'attenzione prevalente rivolta alle prossime mosse di Unicredit. Il Cda della prossima settimana, secondo alcuni osservatori, dovrà giocare sul tempo. (di Andrea Persili)

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