Il conflitto in Medio Oriente e il conseguente blocco del canale di Hormuz stanno creando problemi significativi alla catena di approvvigionamento. Con il petrolio a quasi 110 dollari al barile, l'inflazione segue al rialzo. “In una situazione del genere nessun esponente delle banche centrali, che sia della Fed, della Banca Centrale Europea o della Bank of England, è ben disposto a procedere verso un taglio dei tassi di interessi. Si è in una situazione in cui il taglio dei tassi è posticipato, è molto probabilmente anche sospeso, se non verso un potenziale rialzo”. Dice all'Adnkronos Tommaso Tassi, Country Head Italia di Columbia Threadneedle Investments.
“Dovremo vedere quali sono le aspettative di questa settimana: capire se ci sarà un'escalation del conflitto, se il canale di Hormuz e la circolazione verranno ripristinati velocemente. Queste potrebbero essere le migliori notizie che porterebbero risvolti, non soltanto per i mercati azionari, ma anche per gli obbligazionari" aggiunge. Prosegue il monitoraggio delle notizie geopolitiche e l'andamento del prezzo del petrolio. "Questi saranno i principali driver che poi guideranno la volatilità e l'andamento dei listini azionari e obbligazionari", conclude Tassi.