Inflazione: risparmi fermi sul conto corrente, come batterla. Parla l'esperto

Lasciare la liquidità sul conto corrente comporta tre costi: tasse (26%), inflazione e rendimenti mancati. Per proteggere il patrimonio, Luca Trabattoni (Ubp) suggerisce il mercato obbligazionario: titoli di Stato come i Btp offrono tassazione agevolata al 12,5%, mentre le obbligazioni corporate aumentano il rendimento.

 - FOTOGRAMMA
- FOTOGRAMMA
Segui Adnkronos su Google
15 ottobre 2026 | 20.47
LETTURA: 2 minuti

Lasciare i propri risparmi fermi sul conto corrente può sembrare una scelta prudente, ma non è così. La svalutazione è reale e nel tempo comporta un triplice costo. Il primo è fiscale: gli interessi sulla liquidità sono generalmente soggetti a una tassazione del 26%. Il secondo è rappresentato dall’inflazione, che erode il potere d’acquisto (gli ultimi dati Istat per settembre davano l’inflazione tendenziale al +4,2% su base annua). Il terzo, spesso sottovalutato, è quello delle opportunità mancate: non investire significa rinunciare ai rendimenti che il mercato può offrire.

Allora come fare per proteggere il proprio patrimonio dall'inflazione? La risposta per Luca Trabattoni, country head Italy di Ubp "è cercare strumenti d’investimento in grado di generare rendimenti superiori alla crescita dei prezzi, tenendo conto della fiscalità, dei costi e del livello di rischio". Le opportunità più interessante le offre il mercato obbligazionario. L'aumento dei rendimenti dei titoli di Stato "ha reso le nuove emissioni più appetibili per i risparmiatori, che possono valutare soluzioni come i Btp, compresi i Btp Valore, in funzione dei propri obiettivi e dell’orizzonte temporale. I titoli di Stato italiani beneficiano inoltre di un regime fiscale agevolato, con un’aliquota del 12,5%" dice all'Adnkronos Trabattoni.

I titoli governativi non rappresentano l'unica alternativa. A questi si affianca il potenziale del mercato obbligazionario corporate. Il rischio di credito è maggiore, ma i rendimenti possono essere più elevati. La combinazione dei due strumenti "può far nascere soluzioni interessanti per i risparmiatori: prodotti di risparmio gestito che integrano l’esposizione ai titoli di Stato, valorizzandone il trattamento fiscale, con quella alle obbligazioni societarie, per puntare a rendimenti potenzialmente superiori a quelli dei soli titoli governativi". Soluzioni che uniscono i benefici fiscali della componente governativa con il potenziale di rendimento del credito corporate "così da offrire un’alternativa competitiva rispetto a un investimento concentrato esclusivamente sui titoli di Stato".

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza