"Non l’ho tirata io, scusate". Con una battuta, Carlo Messina smorza i toni sulle polemiche che agitano il risiko bancario italiano. L’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo lo dice a margine del comitato esecutivo dell’Abi, rispondendo a una domanda sul presunto “far west” finito in Tribunale, riferimento all’inchiesta sui presunti patti occulti legati al dossier Mps-Mediobanca. Un’espressione, quella del “far west”, che richiama una sua dichiarazione dello scorso giugno, quando aveva chiarito di non voler coinvolgere Intesa in "combattimenti" fuori controllo nel consolidamento bancario.
M&A e piano industriale: linea invariata
Sul fronte delle operazioni straordinarie, Messina ribadisce una posizione di continuità. "Intesa presenterà il suo piano il 2 febbraio e l’ho sempre detto chiaramente: la posizione di Intesa Sanpaolo rimarrà la stessa", afferma, rispondendo a chi gli chiede se la banca stia guardando a possibili target, anche all’estero. Nessun cambio di rotta, dunque, in vista del nuovo piano industriale.
Europa: più integrazione e eurobond
Messina allarga poi lo sguardo al contesto europeo, invocando un’accelerazione decisa sull’integrazione. "È necessario un passo avanti, anche politico, con un ministero dell’Economia unico in Europa", sottolinea. E aggiunge un altro tassello chiave: gli eurobond. Senza scelte concrete su questo fronte, osserva, "si parla molto ma si realizza poco", con il rischio che alle grandi dichiarazioni non seguano fatti.
Semplificazione bancaria: l’appoggio a Panetta
Infine, il tema della semplificazione del sistema bancario. Messina si dice pienamente allineato alle parole del governatore di Bankitalia, Fabio Panetta: "Quello che dice il governatore per definizione è corretto, io concordo molto". Intesa, ricorda l’Ad, lavora da tempo su efficienza e semplificazione, "nel grande rispetto delle persone che lavorano in banca, che sono la cosa più importante che abbiamo". (di Andrea Persili)