La possibile perdita di indipendenza della Fed è "un tema critico per i mercati". Parla l'esperto

Secondo Luca Simoncelli, Investment Strategist di Invesco, sui mercati finanziari statunitensi si stanno creando dinamiche "che li assimilano quasi a un mercato emergente". Aumentano i tassi di interesse e il rischio di volatilità.

Jerome Powell - Ipa/Fotogramma
Jerome Powell - Ipa/Fotogramma
13 gennaio 2026 | 16.07
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Il braccio di ferro tra il numero uno della Federal Reserve, Jerome Powell, e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è il tema centrale della settimana finanziaria. “La possibilità di vedere una perdita di indipendenza della Fed è un tema critico per i mercati” dice all’Adnkronos Luca Simoncelli, Investment Strategist di Invesco. Negli ultimi giorni il Chair Jerome Powell ha affermato di aver subito pressioni dall’amministrazione Trump. Il Dipartimento di Giustizia avrebbe minacciato il numero uno della banca centrale americana con un’indagine per una testimonianza fatta al Senato lo scorso giugno, in merito alla ristrutturazione di alcuni sedi della Fed per 2,5 miliardi di dollari, che il tycoon americano ha più volte bollato come “spreco eccessivo”.

Ma la tendenza dei mercati azionari si conferma positiva: “Da un lato abbiamo un contesto macroeconomico che mostra resilienza e stabilità nelle dinamiche di crescita, non ultimo il dato sul mercato del lavoro americano che ha dato conferme di una situazione difficile ma non drammatica” sottolinea. In secondo luogo “continua quell'elemento di diversificazione dei flussi di investimento non più così concentrati solo su mercati azionari americani e tecnologia, ma che vede sempre più spazio per i mercati di Europa e Asia e per segmenti e settori con caratteristiche più value e procicliche”.

Sui mercati finanziari statunitensi emergono dinamiche “che li assimilano quasi a un mercato emergente – spiega l’esperto -: i tassi di interesse stanno aumentando, così come il rischio di volatilità sulle dinamiche inflattive dell'economia americana, ma allo stesso tempo il dollaro si indebolisce”. Simoncelli lo definisce “una rappresentazione ovvia di una perdita di credibilità del dollaro americano”.

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