"Ove anche il Cda" di Mps "avesse candidato il Ceo uscente Lovaglio sarebbe stato molto elevato il rischio che Banca d'Italia potesse ritenere lo stesso privo del requisito di correttezza professionale, comportandone la decadenza". Lo dice all'AdnKronos Gioacchino Amato, avvocato esperto di diritto bancario e finanziario, ex Consob e già presidente di banca Sant'Angelo.
L'esperto spiega: "I membri del Cda devono essere in possesso non solo dei requisiti di onorabilità (non aver subito condanne penali o non essere stati sottoposti a misure di prevenzione) ma anche dei requisiti di correttezza (ossia comportamenti che pur non dando luogo a condanne penali possano comunque compromettere la reputazione del soggetto. L'ipotesi di scuola classica é proprio l'essere soggetti a indagini penali)".
Secondo Amato "i requisiti di correttezza godono di una certa discrezionalità applicativa, a differenza dei requisiti di onorabilità che sono tassativi". Nella fattispecie, prosegue, le indagini "si riferirebbero proprio a ipotetici reati di natura bancaria e finanziaria e per di più asseritamente commessi nello svolgimento della funzione di amministratore di Mps. Ciò comporta, conclude, che "ove anche il cda avesse candidato il Ceo uscente sarebbe stato molto elevato il rischio che Banca d'Italia potesse ritenere lo stesso privo del requisito di correttezza professionale, comportandone la decadenza". (di Andrea Persili)