Nel documento, che l'Adnkronos ha potuto visionare, l'associazione sostiene che il riferimento a una generica operazione da realizzarsi secondo le modalità tipiche di un "merger of equals" non consentirebbe di comprendere la struttura giuridica dell'operazione
Assoutenti ha presentato un esposto alla Consob chiedendo all'Autorità di verificare la conformità del comunicato diffuso da Banco Bpm il 7 giugno scorso sulla proposta di avviare un dialogo con Banca Monte dei Paschi di Siena per una possibile aggregazione tra i due istituti. Nel documento, che l'Adnkronos ha potuto visionare, l'associazione sostiene che il riferimento a una generica operazione da realizzarsi secondo le modalità tipiche di un "merger of equals" non consentirebbe di comprendere la struttura giuridica dell'operazione, le modalità di esecuzione né il grado di coinvolgimento della controparte.
Secondo Assoutenti, a fronte dell'assenza di indicazioni sugli elementi essenziali dell'operazione, il comunicato attribuirebbe invece ampia evidenza a stime particolarmente significative, tra cui sinergie superiori a 1,1 miliardi di euro, creazione di valore per almeno 5,5 miliardi, utile netto prospettico di circa 6 miliardi e una capitalizzazione superiore a 50 miliardi di euro. Per l'associazione si determinerebbe così una "asimmetria informativa", suscettibile di generare aspettative nel mercato non adeguatamente supportate da informazioni complete e verificabili. Nell'esposto si sostiene inoltre che la comunicazione potrebbe porsi in contrasto con i principi di correttezza, completezza, chiarezza e non decettività previsti dalla disciplina europea sugli abusi di mercato.
Assoutenti richiama anche le recenti modifiche normative introdotte dal Listing Act europeo e la nuova disciplina contenuta nell'articolo 102, comma 8, del Tuf, evidenziando come il comunicato di Banco Bpm possa aver alimentato nel mercato l'ipotesi di un'eventuale offerta pubblica di acquisto o scambio. Per questo l'associazione chiede alla Consob di esercitare i propri poteri informativi e di vigilanza e di adottare ogni iniziativa ritenuta opportuna a tutela dell'integrità informativa e del corretto funzionamento del mercato.
Gioacchino Amato, avvocato esperto di diritto bancario e finanziario, ex Consob e già presidente di Banca Sant'Angelo commenta: "Francamente non ravviserei elementi di decettività nella comunicazione al pubblico compiuta da Banco Bpm, al contrario apprezzerei la volontà della banca di fornire adeguata informativa al mercato. Mi avrebbe semmai preoccupato un atteggiamento reticente e verbalmente parsimonioso da parte della banca", dice l'esperto all'AdnKronos.
"Non è mai agevole valutare se le informazioni fornite al pubblico da un emittente quotato siano improntate ad eccessiva enfasi o se, al contrario, rispondano all'obiettivo di fornire ogni elemento utile in favore del pubblico per consentirgli di compiere consapevoli scelte di investimento/disinvestimento", sottolinea ancora Amato.
"Nella fattispecie - spiega nel dettaglio l'esperto - Assoutenti addirittura ritiene che la locuzione "merger of equals" possa aver tratto in inganno il pubblico per l'eccessiva vaghezza semantica della stessa". In realtà, prosegue ancora Amato, "a me sembra un'espressione appropriata il cui obiettivo appariva quello di trasferire il messaggio che si tratterebbe di una fusione alla pari, dove non vi è un soggetto incorporante ed uno incorporato". (di Andrea Persili)