Il proxy esprime una raccomandazione favorevole sul candidato amministratore delegato della lista principale, sottolineando come il suo profilo presenti caratteristiche coerenti con le esigenze attuali della banca
La strada si fa sempre più in salita per Luigi Lovaglio nella partita per la governance di Mps. Dopo la raccomandazione di Iss a favore della lista del Cda uscente, arriva infatti anche il via libera di Glass Lewis, che nel suo report promuove a pieni voti l’impostazione proposta dal board. Il proxy advisor ritiene che la lista del consiglio “appaia meglio posizionata per offrire una cornice di governance bilanciata e stabile durante un periodo di transizione strategica”. Un passaggio chiave in una fase delicata per l’istituto, chiamato a gestire evoluzioni industriali rilevanti, tra cui il dossier sull’integrazione con Mediobanca.
Nel dettaglio, Glass Lewis esprime una raccomandazione favorevole sulla candidatura di Fabrizio Palermo come amministratore delegato, sottolineando come il suo profilo presenti caratteristiche coerenti con le esigenze attuali della banca. Come si legge nel report che AdnKronos ha potuto visionare, Palermo porta in dote “un’esperienza rilevante nel contesto della fase strategica”, con un background che include operazioni complesse e contesti istituzionali, elementi ritenuti utili per supportare l’eventuale integrazione.
Non solo. Il proxy evidenzia come la scelta di Palermo sia avvenuta sulla base del punteggio più elevato nella board skills matrix, rafforzando così la legittimità tecnica della designazione. E un elemento che potrebbe apparire come un limite – l’assenza di un suo coinvolgimento nelle vicende Mediobanca – viene invece interpretato come un punto di forza, “a feature rather than a deficiency”, in grado di garantire maggiore discontinuità e indipendenza nella gestione della transizione. Glass Lewis promuove anche l’impianto complessivo della lista del Cda, che combina continuità e rinnovamento: nove consiglieri riconfermati, incluso il presidente Nicola Maione, affiancati da un cambio nella componente esecutiva.
Una struttura giudicata coerente con la fase di sviluppo dell’istituto. Inoltre, la presenza di 11 amministratori indipendenti su 15 assicura una maggioranza in linea con le best practice di mercato. Di contro, si profila una bocciatura per Lovaglio. Il report sottolinea come la natura delle accuse – che spaziano dall’ostruzione alle funzioni di vigilanza alla manipolazione di mercato – tocchi temi centrali per una banca vigilata, quali trasparenza e correttezza nei rapporti con autorità e investitori. Alla luce della sua esclusione dal Cda, decisa a larga maggioranza, una sua eventuale reintegrazione rischierebbe di introdurre “ulteriori elementi di incertezza” proprio sul piano della governance. Un giudizio, quello di Glass Lewis, che potrebbe diventare determinante.
Secondo uno studio sulle assemblee delle società quotate italiane visionato da AdnKronos, l’allineamento degli investitori istituzionali con Iss oscilla tra il 90% e il 93%, mentre Glass Lewis registra un consenso medio dell’87,8%, con valori più elevati tra le blue chip. In pratica: i fondi internazionali tendono a seguire le loro indicazioni. Osservano fonti finanziarie interpellate da AdnKronos che con due proxy su due schierati a favore della lista del Cda ( Glass Lewis era considerato molto ostico) e con le criticità evidenziate sulla proposta alternativa di Plt Holding, per Lovaglio conquistare la maggioranza dei fondi in assemblea diventa un obiettivo particolarmente complesso.
Anche perché circa oltre il 50% del capitale è in mano al mercato e l’orientamento dei proxy era considerato decisivo proprio per questo. Alla luce dell'orientamento granitico dei proxy, che lascia poco spazio al grigio - stando sempre alle stesse fonti - perde quota, semmai l'avessa mai avuta, una possibile presa di posizione di Delfin a favore di Lovaglio, mentre si conferma come assai probabile una mancata partecipazione all'assemblea o un'astensione. Sempre secondo quanto apprende l'agenzia di stampa, Fabrizio Palermo avrebbe già avviato un giro di incontri con i principali fondi internazionali, un’attività che proseguirà nei prossimi giorni e che potrebbe rivelarsi cruciale in vista del voto. (di Andrea Persili)