Mps, fonti: "Primi contatti embrionali con Bpm già dopo assemblea, ecco cosa può fare Credit Agricole"

Il dossier intrecciato alla banca del Mezzogiorno. Calcaterra all'AdnKronos: "Monitorare Unicredit". Tutti i pezzi del risiko

Mps, fonti:
28 maggio 2026 | 17.13
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I primi contatti, sebbene allo stato embrionale, tra Monte dei Paschi di Siena e Banco Bpm risalirebbero alle settimane immediatamente successive all’assemblea di Mps, in un quadro di interlocuzioni che avrebbe progressivamente preso consistenza . Lo apprende AdnKronos da fonti finanziarie. L’operazione si intreccerebbe con il riassetto più ampio del sistema bancario italiano e con il percorso già avviato da Mps sul fronte Mediobanca. Ma proprio i tempi tecnici legati a quell’operazione, sottolineano le fonti, renderebbero difficile immaginare sviluppi immediati.

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Sul tavolo resterebbe inoltre il nodo Crédit Agricole. L’istituto francese, ufficialmente titolare del 22,9% di Banco Bpm, viene considerato un attore centrale di qualsiasi possibile riassetto. Secondo quanto confermato dalle stesse fonti, una delle ipotesi allo studio riguarderebbe la cessione di sportelli sovrapposti tra Mps e Banco Bpm, soprattutto nelle aree del Nord Italia, come possibile elemento di compensazione per favorire un equilibrio nell’operazione.

Uno scenario, spiegano le fonti, che consentirebbe di sostenere la nascita di un terzo polo bancario nazionale evitando al tempo stesso il rischio di un rafforzamento francese su Banco Bpm, tema divenuto particolarmente sensibile dopo le tensioni legate al Golden Power e alle partite aperte nel settore del credito.

"Vista la posizione dominante di Unicredit nel nostro mercato e la possibilità di esercizio della golden power nel caso manifestasse interesse per Banco Bpm, il ruolo di Mps in un ipotetico ruolo da “terzo incomodo” è possibile ed alcuni analisti lo stanno già considerando", spiega all'AdnKronos Michele Calcaterra, professore di Corporate Finance alla Università Bocconi.

"In teoria, quindi, è una cosa coerente con il processo di concentrazione in corso. Occorre verificare e monitorare eventuali iniziative del Mef sulla quota Mps unitamente al comportamento di Inicredit (acquisti, dichiarazioni, silenzi, …) per avere più chiarezza su possibili scenari. Allo stato, comunque, è una situazione da osservare con attenzione ed in via continuativa", sottolinea ancora il professore.

Non solo. Il dossier si intreccerebbe alla questione della Banca del Mezzogiorno. Secondo quanto apprende sempre Adnkronos da fonti finanziarie, sarebbero tre le ipotesi in campo per l’istituto: Crédit Agricole, Credem e un’aggregazione legata a Banca Popolare di Puglia e Basilicata in tandem con Iccrea. La fase di data room, secondo le stesse fonti, dovrebbe aprirsi entro la fine di maggio.

Stando sempre alle fonti, a prendere quota potrebbe essere proprio l’ipotesi legata a Banca Popolare di Puglia e Basilicata, anche in considerazione del progressivo intreccio tra il dossier Banco Bpm-Mps e le esigenze di Crédit Agricole: il gruppo francese potrebbe essere tentato da guardare con maggiore interesse agli eventuali sportelli derivanti da sovrapposizioni tra Banco Bpm e Monte dei Paschi nelle aree più forti del Nord Italia, ridimensionando così l’attenzione inizialmente dedicata al mezzogiorno. (di Andrea Persili)

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