Mps, il mercato crede al delisting di Mediobanca ma il prezzo spaventa: un conto da 3 miliardi

Nell'ambito del piano industriale che Banca Monte dei Paschi di Siena dovrebbe presentare a fine febbraio

Mps, il mercato crede al delisting di Mediobanca ma il prezzo spaventa: un conto da 3 miliardi
04 febbraio 2026 | 18.53
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Corre Mediobanca a Piazza Affari, con il titolo di Piazzetta Cuccia che chiude in rialzo di circa il 6% a quota 19 euro, mentre il mercato torna a scommettere su un possibile delisting della banca d’affari nell’ambito del piano industriale che Banca Monte dei Paschi di Siena dovrebbe presentare a fine febbraio. Più contenuto il progresso di Mps, in crescita dell’1,5% a 9,06 euro, in una seduta che ha visto riaccendersi le attese su possibili operazioni straordinarie nel risiko bancario.

Secondo quanto apprende AdnKronos da fonti di mercato, alla luce della performance odierna dei titoli e delle scommesse del mercato sul delisting di Mediobanca, "il concambio dell’Ops – pari a 2,533 azioni Mps più 0,90 euro per ogni azione Mediobanca – determinerebbe un valore dell’Opa residuale sul flottante rimasto nell’ordine dei 3 miliardi di euro". Una cifra definita “monstre” dalle fonti, soprattutto se messa a confronto con le sinergie stimate in circa 700 milioni, che – viene sottolineato – "potrebbero essere realizzate anche in assenza di un delisting".

Oggi intanto si è tenuta a Siena l’assemblea straordinaria degli azionisti di Banca Monte dei Paschi di Siena, presieduta da Nicola Maione, con una partecipazione pari al 68,01% del capitale sociale, intervenuto tramite il Rappresentante Designato. L’assemblea ha approvato, all’unico punto all’ordine del giorno, una serie di modifiche allo Statuto sociale, tutte con percentuali superiori al 99% del capitale rappresentato.

Tra le principali delibere, l’introduzione della facoltà per l’assemblea ordinaria di incrementare il rapporto tra componente variabile e fissa della remunerazione oltre il limite di 1:1 (99,48% dei voti favorevoli), la possibilità per il consiglio di amministrazione uscente di presentare una propria lista di candidati per il rinnovo dell’organo, la modifica delle regole di sostituzione dei consiglieri in corso di mandato tramite cooptazione, l’eliminazione del limite massimo di mandati per la rieleggibilità degli amministratori e l’attribuzione al Cda della facoltà di nominare il presidente e uno o due vice presidenti qualora non vi abbia provveduto l’assemblea. Approvate inoltre le modifiche relative all’ipotesi di presentazione di una sola lista per la nomina del collegio sindacale e la riduzione alla quota minima di legge della percentuale di utili da destinare a riserva legale, con la contestuale eliminazione della riserva statutaria.

La banca ha precisato che, alla data odierna, la Banca centrale europea non ha ancora rilasciato il provvedimento autorizzativo relativo alle modifiche statutarie approvate, la cui efficacia resta pertanto subordinata al via libera della vigilanza. Secondo quanto risulta all'AdnKronos, infine, il Ministero dell’Economia e delle Finanze non avrebbe partecipato alla votazione dell’assemblea straordinaria di Mps. (di Andrea Persili)

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