Secondo il contenuto visionato da AdnKronos, il cda sottolinea come "Monte dei Paschi sia entrata in una fase decisiva"
La partita sulla governance di Banca Monte dei Paschi di Siena entra in una fase cruciale e sempre più serrata, anche sul piano epistolare. Dopo la presa di posizione dell’imprenditore Tortora — che nei giorni scorsi ha scritto agli azionisti per sostenere la continuità con l’attuale amministratore delegato Luigi Lovaglio — oggi arriva la lettera agli azionisti da parte della Banca.
Secondo il contenuto visionato da AdnKronos, il cda sottolinea come "Monte dei Paschi sia entrata in una fase decisiva, focalizzata sull’esecuzione del Piano Industriale". In questo contesto, "viene evidenziato come la stabilità della governance rappresenti una condizione essenziale per completare la trasformazione dell’istituto". La lista del Consiglio viene presentata come "progettata per garantire un equilibrio tra continuità e rinnovamento, con una governance pienamente allineata al Piano Industriale e agli interessi degli azionisti". Il documento rimarca inoltre che "la proposta nasce da un processo trasparente, strutturato e basato su standard internazionali, con scelte guidate da criteri meritocratici e dalle competenze". Nel dettaglio, la composizione del nuovo board riflette "un’integrazione tra memoria istituzionale e nuove professionalità, anche alla luce delle evidenze emerse dalla Board Evaluation: il 55% dei candidati presenta esperienze pregresse, mentre il 45% rappresenta nuovi ingressi".
Viene inoltre evidenziato un adeguato livello di diversità, con "una presenza femminile pari al 55% e una distribuzione anagrafica equilibrata, con un’età media compresa tra i 50 e i 59 anni, elementi ritenuti chiave per la sostenibilità della governance nel medio-lungo periodo". Sotto il profilo qualitativo, la lista "garantisce un’elevata copertura delle competenze chiave, con una media superiore ai benchmark (oltre il 90%) di profili dotati di esperienza consolidata nei settori bancario e finanziario, nella corporate governance e nelle responsabilità manageriali". In questo quadro, Fabrizio Palermo viene indicato come candidato unico al ruolo di amministratore delegato, "in virtù della sua esperienza nei processi di trasformazione e della capacità esecutiva".
La lettera affronta anche il tema dell’esclusione dell’ex Ad, Luigi Lovaglio, definita come una "decisione strategica legata alle sfide future e non riconducibile esclusivamente a fattori reputazionali". Il Consiglio di amministrazione invita quindi gli azionisti a sostenere la lista proposta, con l’obiettivo di garantire continuità, stabilità ed efficacia nella fase di attuazione del Piano.
Si tratta di una lettera tutt'altro che informale, fanno sapere fonti finanziarie all'AdnKronos evidenziando come questi passaggi siano decisivi alla luce delle imminenti scadenze: entro il 2 aprile sono attese le raccomandazioni dei proxy advisor, attori chiave nelle dinamiche assembleari, le cui indicazioni vengono generalmente seguite dai grandi fondi internazionali. Un orientamento favorevole o meno potrebbe quindi incidere in modo significativo sugli equilibri dell’assemblea.
Nel frattempo, vengono smentite le indiscrezioni relative a un possibile riavvicinamento tra Delfin e Lovaglio. Sempre secondo fonti finanziarie consultate da AdnKronos, la holding non avrebbe ancora deciso se partecipare all’assemblea e, anche nell’ipotesi di una presenza, negli ambienti milanesi si ritiene che l’orientamento attuale possa essere quello dell’astensione. Via dell'astensione che potrebbero decidere di percorrere anche Mef e Banco Bpm, anche se - fanno notare le fonti - loro potrebbero essere tentati all'ultimo da un voto favorevole alla lista del Cda nell'ottica di garantire stabilità e continuità alla governance. (di Andrea Persili)