Mps: Unicredit smentisce interessamento a quota Delfin, il no sulla partita dei rendimenti

Occhi puntati - secondo quanto apprende AdnKronos - sul 9 febbraio, quando Unicredit presenterà l’aggiornamento strategico insieme ai nuovi target finanziari

Mps: Unicredit smentisce interessamento a quota Delfin, il no sulla partita dei rendimenti
15 gennaio 2026 | 11.54
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Unicredit smentisce con decisione le indiscrezioni circolate nelle ultime ore su ipotetici interessi all’acquisto delle quote di Delfin in Mps. In una nota, l’istituto guidato da Andrea Orcel parla di “voci di natura speculativa e ingiustificate”, definite “pura invenzione” e tali da “alimentare confusione e distorsioni sul mercato”.

La banca ribadisce come le operazioni di M&A rappresentino uno strumento strategico per il gruppo, ma chiarisce che l’attività del team interno dedicato alle fusioni e acquisizioni consiste nella valutazione costante di molteplici opzioni, in Italia e all’estero, senza che ciò implichi la concreta possibilità di realizzare un’operazione. Ogni eventuale decisione, sottolinea Unicredit, è subordinata alla piena coerenza strategica e al rispetto di rigorosi parametri di rendimento finanziario più volte dichiarati al mercato.

Ed è proprio su questi parametri che, secondo fonti finanziarie sentite da AdnKronos, si fonderebbe il no netto a un’operazione sulle quote Delfin di Mps. Il gruppo di Piazza Gae Aulenti, spiegano le fonti, ha sempre adottato un approccio estremamente selettivo: ogni acquisizione o investimento deve accelerare lo sviluppo strategico e garantire ritorni elevati, con un obiettivo di rendimento intorno al 15%, comunque superiore alla convenienza di operazioni alternative come il riacquisto di azioni proprie. Un criterio che Unicredit - sottolineano le fonti - ha applicato anche nelle recenti operazioni all’estero, dalle partecipazioni in Commerzbank e Alfa Bank fino alle acquisizioni di Vodeno e Aion Bank, tutte caratterizzate da ritorni ritenuti coerenti con i target del gruppo.

In questo contesto, osservano le stesse fonti, Monte dei Paschi non risponderebbe ai requisiti finanziari fissati dal management. Mps ha infatti un 'price earning' più alto di Unicredit, un elemento che renderebbe l’operazione poco attrattiva dal punto di vista economico. “Non avrebbe senso acquistare azioni di una banca più cara”, è il ragionamento di fondo.

Resta dunque confermata, sempre secondo fonti vicine al dossier, la linea già tracciata dall’amministratore delegato, Andrea Orcel: massima attenzione a tutte le opportunità, senza preclusioni di principio, ma nessuna operazione che non sia pienamente coerente con il percorso di sviluppo del gruppo e con parametri finanziari stringenti. In questo quadro, viene escluso che sia in corso un dialogo sulla quota di Mps, mentre il dossier considerato oggi “operazione regina” resta quello del consolidamento europeo, con Commerzbank indicata come obiettivo strategico di lungo periodo.

Un punto di chiarimento - sempre quanto apprende AdnKronos - è atteso il 9 febbraio, quando Unicredit presenterà l’aggiornamento strategico insieme ai nuovi target finanziari. In quell’occasione, spiegano le fonti, il gruppo delineerà non solo le priorità sul fronte del consolidamento europeo, ma anche le direttrici della crescita organica, in particolare in Italia, indicando le aree su cui puntare per l’aumento dei ricavi e della quota di mercato. (di Andrea Persili)

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