Poste-Tim. Calì (Copernico Sim): "700 mln di sinergie vanno dimostrate"

Poste Italiane cede terreno in borsa mentre Tim vola (+6,59%) dopo l'annuncio dell'opas. Un'operazione secondo l'analista non priva di rischi, ma il mercato sembra apprezzare il premio del 9,01%

 - Marco Bertorello/Afp
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23 marzo 2026 | 16.26
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Poste Italiane continua ad arrancare a Piazza Affari, mentre Tim resta saldamente in testa al listino (+6,59%). La logica dietro l'opas lanciata da Poste è quella di trasformare Tim in una società capace di implementare la transizione digitale nel Paese, ma integrare una società di telecomunicazioni con un gruppo come Poste "non è semplice e le sinergie da 700 milioni totali dovranno essere dimostrate" dice all'Adnkronos Pietro Calì, Executive Partner di Copernico Sim. "È il classico schema da operazione straordinaria: chi compra viene penalizzato, chi viene acquistato incorpora naturalmente il premio".

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Il premio annunciato è del 9,01% sul prezzo ufficiale di Tim "sembra essere apprezzato dal mercato". Calì non esclude rilanci, anche se al momento non si hanno ulteriori conferme. Il mercato "non sta punendo più di tanto il rischio di esecuzione dell’operazione. Lo schema probabilmente era già nei piani dal momento in cui Poste aveva aumentato quota del capitale, anche se non c’erano conferme". Secondo l'analista, Poste era apprezzata per gli alti dividendi, per flussi prevedibili e per un rischio tendenzialmente basso, ma, avverte, "con Telecom questo potrebbe cambiare". Quello delle telecomunicazioni è un settore più ciclico e competitivo, con alta complessità industriale. "Penso che il vero tema non sia sulle valutazioni, ma sull'interpretazione che il mercato dà sulla futura evoluzione di Poste". Se il gruppo si muove verso una maggioranza pubblica più elevata, "il mercato potrebbe iniziare ad avere paura di una Poste con piu logiche di sistema e magari con minore flessibilità stategica e operativa".

Un altro nodo da sciogliere riguarda l'indebitamento di Tim. L'assorbimento del debito potrebbe impattare la politica dei dividendi di Poste a partire dal 2027, anche se l'operazione è strutturata in modo da non trasferire tutto il debito in modo diretto. "Il mercato probabilmente può aver paura che i flussi di cassa non saranno piu stabili come prima e che il dividendo possa essere meno sostenibile" evidenzia. Variabili temute dal mercato. "La stabilità e prevedibilità di Poste era anche la sua grande forza, ma se si realizza l’opas potrebbero cambiare quelle dinamiche", ma, conclude Calì "è troppo presto per dire che andrà così".

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