Prada accelera e prepara rilancio Versace, torna anche Atelier

Il gruppo chiude il 2025 con ricavi in crescita del 9% e punta al rilancio del marchio della Medusa, con il ritorno della linea couture e il nuovo corso creativo guidato da Pieter Mulier

L'ultima collezione donna di Prada, presentata a Milano a fine febbraio
L'ultima collezione donna di Prada, presentata a Milano a fine febbraio
05 marzo 2026 | 15.43
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Il rilancio di Versace, con il ritorno della linea di haute couture Atelier Versace e una nuova visione creativa, segna l’avvio di una nuova fase strategica per il gruppo Prada. In un momento in cui il mercato globale del lusso mostra segnali di rallentamento e crescente complessità, il gruppo italiano continua a crescere e rafforzare il proprio posizionamento, archiviando il 2025 con risultati solidi e un piano di sviluppo che guarda al medio periodo. I ricavi netti del gruppo si attestano a 5,718 miliardi di euro, in aumento del 9% su base annua (+8% a cambi costanti), segnando il ventesimo trimestre consecutivo di crescita. L’utile netto raggiunge invece 852 milioni di euro, in crescita del 2% rispetto all’anno precedente.

Sul fronte della redditività, l’Ebit Adjusted Margin si attesta al 23,2%, pari a 1,324 miliardi di euro, includendo l’effetto diluitivo derivante dall’acquisizione di Versace, completata il 2 dicembre scorso. Escludendo il contributo del marchio, la marginalità resta stabile nonostante maggiori investimenti e un contesto valutario sfavorevole. Il gruppo prosegue inoltre il proprio piano di investimenti strategici con 535 milioni di euro di Capex e mantiene una posizione finanziaria solida, con un indebitamento netto pari a 466 milioni di euro. Il consiglio di amministrazione ha inoltre proposto all’assemblea degli azionisti, convocata per il 30 aprile, la distribuzione di un dividendo di 0,166 euro per azione.

Per il presidente e amministratore esecutivo Patrizio Bertelli, i risultati confermano la solidità del percorso intrapreso dal gruppo: “Chiudiamo un altro anno di risultati positivi, caratterizzati da crescita e redditività solide, conseguite in un contesto macroeconomico e di settore ancora complesso. Creatività, coerenza e autenticità continuano a rafforzare la rilevanza dei nostri marchi”. Anche l’amministratore delegato Andrea Guerra sottolinea la continuità del percorso di crescita: “I risultati conseguiti nel 2025 segnano il quinto anno consecutivo di crescita per il Gruppo e confermano una performance solida, su basi di confronto pluriennali sfidanti”.

Il canale retail, principale motore del gruppo, cresce del 9,3% annuo (+8,2% organico), sostenuto da vendite like for like e full price. Il quarto trimestre conferma solidità con un ulteriore +9,3% (+5,6% organico) nonostante una base di confronto elevata. Il marchio Prada registra vendite retail stabili (-1%), con un lieve miglioramento nel quarto trimestre (+0,4%), continuando a rafforzare il rapporto con la clientela globale tramite nuovi concept e iniziative culturali. Prosegue la forte crescita di Miu Miu, +35% nell’anno dopo il +93% del 2024, e +20% nel quarto trimestre, pur con una prima parte del nuovo anno attesa come “sfidante”. A livello geografico, le Americhe guidano (+18%, +15% organico), seguite da Asia Pacifico (+11%, +10% organico). L'Europa cresce del 5% (+4% organico) ma rallenta nella seconda metà per il calo dei flussi turistici, mentre il Giappone segna +3%, e il Medio Oriente mantiene un ritmo sostenuto con +15%.

Tra le principali mosse strategiche del gruppo nel 2025 figura l’acquisizione di Versace da Capri Holdings, considerata una tappa chiave nell’evoluzione del portafoglio marchi. Dopo il completamento dell’operazione, il 2 dicembre scorso, la governance del brand è stata rafforzata con la conferma di Emmanuel Gintzburger come amministratore delegato, la nomina di Lorenzo Bertelli a executive chairman e quella di Pieter Mulier a chief creative officer. Nel 2025 Versace ha registrato ricavi netti pari a 684 milioni di euro e una perdita operativa. Anche il 2026 sarà un anno di transizione: la nuova direzione creativa e il riposizionamento del brand comporteranno infatti una flessione delle vendite e un risultato operativo negativo di entità simile. Le sinergie generate dalla gestione dei costi saranno però reinvestite in aree strategiche per sostenere il rilancio. Durante una conference call con gli analisti, l’amministratore delegato Andrea Guerra ha spiegato che l’acquisizione del marchio segna l’inizio di un nuovo percorso per il gruppo, sottolineando che il piano prevede nuovi traguardi da raggiungere tra il 2026 e il 2028 e l’obiettivo di continuare a crescere oltre il tasso medio del mercato.

Il primo passo sarà un anno di consolidamento e di creazione di sinergie, accompagnato da una progressiva revisione della distribuzione del marchio. “Il percorso passerà attraverso una prima fase di riposizionamento dei canali, a supporto di vendite full price di alta qualità e di una distribuzione più selettiva”, ha aggiunto Guerra. Sempre durante la conference call, il presidente esecutivo di Versace, Lorenzo Bertelli, ha annunciato anche l’intenzione di rilanciare Atelier Versace, la storica linea di haute couture della maison della Medusa, che già esiste e che tornerà a rappresentare uno dei pilastri del nuovo corso creativo. Guardando al 2027 e oltre, ha spiegato Bertelli, il marchio porterà tutte le aree strategiche “a un livello superiore, gettando le basi per costruire una desiderabilità di lungo termine”. Il nuovo direttore creativo Pieter Mulier “esprimerà una visione radicata nello spirito e nel Dna originario del brand”, mentre il rilancio di progetti speciali come Atelier Versace accompagnerà il riposizionamento complessivo del marchio.

Parallelamente, il gruppo lavorerà alla semplificazione delle collezioni e della struttura delle linee, con l’interruzione di Versace Jeans Couture e di alcuni sub-brand del ready-to-wear, nell’ottica di rafforzare la coerenza dell’offerta e migliorare la qualità della distribuzione. La prima collezione che presenterà la nuova visione creativa del marchio è prevista all’inizio del prossimo anno. Fino ad allora, il lavoro del team creativo sarà concentrato sull’analisi delle collezioni esistenti e sullo sviluppo delle future linee.

L’ambizione dichiarata dal gruppo resta quella di mantenere una crescita superiore alla media del mercato, facendo leva sulla forza creativa dei propri marchi e su una piattaforma industriale che, come sottolinea Patrizio Bertelli, continua a rappresentare “un asset strategico a supporto della qualità, dell’artigianalità e dell’efficienza operativa richieste dal mercato”. Con l’acquisizione di Versace e il rilancio della linea Atelier, il gruppo Prada apre dunque una nuova fase della propria evoluzione industriale e creativa. Il 2026 sarà sì un anno di transizione per il marchio della Medusa ma lo sguardo è già rivolto al medio e lungo periodo: la prima collezione del nuovo corso creativo, attesa all’inizio del prossimo anno, segnerà il punto di partenza di una strategia che punta a ricostruire la desiderabilità del brand, con l’ambizione di riscriverne il futuro partendo proprio dalle sue radici. (di Federica Mochi)

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