L'europarlamentare Flavio Tosi (FI) chiede all'Ue di estendere la protezione dell'acciaio anche ai semilavorati, per tutelare l'industria europea e garantire la competitività dei settori a valle.
"Le recenti misure europee a protezione dell’acciaio devono essere accompagnate da un’attenzione maggiore anche ai semilavorati. Altrimenti si creano distorsioni tra i diversi segmenti della filiera, cioè tra chi produce materie prime e chi le utilizza, penalizzando i settori a valle: elettromeccanica, automotive, costruzioni e macchinari industriali". Lo sottolinea l’europarlamentare di Forza Italia Flavio Tosi (gruppo Ppe), che raccoglie una questione sollevata anche da importanti realtà industriali del Veneto.
Le nuove barriere tariffarie che saranno in vigore dal primo luglio, volte a proteggere l’acciaio europeo da un eccesso di import da Paesi terzi, riguardano solo la materia prima, escludendo la quasi totalità dei semilavorati. "Parliamo di tantissime aziende europee e italiane che l’acciaio lo utilizzano e trasformano - spiega Tosi - ma che poi si ritrovano a competere con i Paesi asiatici, India e Cina, che esportano da noi a prezzi più bassi", dice Tosi.
L'eurodeputato, componente della commissione Envi, spiega che "proprio in Envi si può lavorare a estendere progressivamente la tutela anche ai prodotti a valle, attraverso il meccanismo Cbam, in modo da garantire condizioni di concorrenza più equilibrate a livello globale. Si tratta – continua Tosi – di salvaguardare nostri comparti strategici, determinanti per la competitività industriale e commerciale dell’Ue e per la transizione energetica. Dobbiamo sostenere le nostre imprese lungo tutta la filiera, salvaguardando occupazione, innovazione e capacità produttiva in Europa".