'Molti in Ue diffidano ancora di Londra e non sono pronti a discutere legami approfonditi', dice l'eurodeputato irlandese all'Adnkronos. 'Realistica adesione su lungo periodo, ma serve ricostruire fiducia e garanzia che futuri governi britannici non respingano passi verso integrazione con leggerezza'
L'apertura del premier britannico Andy Burnham alla possibilità che il Regno Unito aderisca nuovamente all'Unione europea andrebbe vista dai sui membri come "un segnale autentico di ulteriore cooperazione e un passo lungo il lungo cammino verso il ritorno nell'Ue". Esprime questa speranza all'Adnkronos Barry Andrews, eurodeputato irlandese appartenente al gruppo dei Liberali (Renew) e membro della Delegazione del Parlamento europeo per i rapporti con il Regno Unito, che secondo lui andrebbero ricostruiti "su fondamenta stabili e di lungo respiro".
Gran parte dell'Ue "non è ancora pronta a discutere" di come approfondire i legami, "perché molti diffidano del Regno Unito dalla Brexit, ma andrebbe presa in considerazione una cooperazione pratica che porti benefici a entrambe le parti", rileva Andrews. Secondo lui il rientro di Londra tra le capitali Ue è "realistico, nel lungo periodo", ma "servono moltissimi passaggi intermedi per ricostruire la fiducia e allineare gli interessi". In tutto questo, aggiunge, gli eurodeputati "devono essere coinvolti a fondo e partecipare al processo in ogni fase".
Per l'europarlamentare è cruciale che l'Ue ottenga dal Regno Unito "la garanzia che i futuri governi britannici non respingano i passi verso l'integrazione con leggerezza". Più nel concreto, al prossimo vertice Ue-Regno Unito in agenda per novembre, l'attenzione delle due parti "dovrebbe concentrarsi su difesa, energia e diritti dei cittadini". Come indicato dallo stesso Burnham durante il congresso laburista di ieri, sarà quella l'occasione in cui il governo inglese presenterà le opzioni di avvicinamento all'Ue.