L'Ue lancia un'app gratuita open source per la verifica dell'età, proteggendo i minori sui social network e siti, promettendo la massima privacy online.
Una app gratuita che sarà rilasciata al pubblico "nelle prossime settimane", che consentirà di certificare la propria maggiore età per accedere a social network (laddove l'accesso sia ristretto dalla legge) e siti vietati ai minori, senza che il sito in questione possa scaricare alcun dato personale dell'individuo, salvo la sua età maggiore di una certa soglia (zero-knowledge proof).
L'ha sviluppata la Commissione Europea, per cercare di mettere ordine nella crescente frammentazione del mercato digitale dell'Ue: sempre più Stati membri, alla luce della preoccupazione per gli effetti che l'uso dei social e di siti riservati ad adulti hanno sulla psiche dei minori, stanno procedendo in ordine sparso, vietando l'accesso a certi siti ai minori di una certa età.
La soglia varia a seconda dei casi: Francia e Portogallo hanno già vietato l'accesso ai minori a determinate piattaforme, il primo sotto i 15 anni di età e il secondo sotto i 13, mentre altri Paesi membri stanno valutando provvedimenti simili, seguendo un approccio nazionale, Paese per Paese, un po' come avvenne nella prima fase della pandemia di Covid-19 con le limitazioni di viaggio nell'Ue che variavano da Paese a Paese, finché la Commissione non si decise a mettere ordine, con il Green Pass.
La Commissione nella tutela dei minori on line, un campo politicamente molto delicato anche perché va a toccare gli interessi dei colossi digitali Usa, assai cari all'amministrazione di Donald Trump, finora ha evitato di intervenire, cosa che arginerebbe la crescente frammentazione del mercato unico. Tuttavia, con lo sviluppo della app, che potenzialmente può essere utilizzata da tutti i Paesi membri dell'Ue, l'esecutivo Ue intende fornire almeno una piattaforma che tecnicamente può funzionare ovunque, cosa che viene considerata come una necessaria premessa in vista di un eventuale intervento legislativo.
Per un alto funzionario, la app sviluppata dalla Commissione è "il gold standard" per la "verifica dell'età" di un minore e per la "protezione della privacy dei cittadini europei". Di fatto, la app richiede come prova di età un documento di identità, i cui dati però non vengono conservati: l'unico dato che conserva la app è che l'utente Tizio ha un'età maggiore di una certa soglia, punto e basta.
In questo modo viene preservata la privacy dei cittadini europei. Per la vicepresidente della Commissione Henna Virkkunen, "questo è estremamente importante, perché non vogliamo che le piattaforme scansionino i nostri passaporti o i nostri volti".
Per la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, l'applicazione "è facile da usare. Si scarica, la si configura con il passaporto o la carta d'identità, quindi si dimostra la propria età quando si accede ai servizi online". In secondo luogo, aggiunge, "rispetta i più elevati standard di privacy al mondo. Gli utenti dimostreranno la propria età senza rivelare altre informazioni personali. In parole semplici, è completamente anonima. Gli utenti non possono essere tracciati".
Ora, nota l'alto funzionario, le piattaforme del porno on line e altri soggetti attivi nel digitale, che spesso sostengono che non esiste un modo "perfetto" per verificare l'identità degli utenti, "non hanno più scuse", perché ci sarà la app sviluppata dalla Commissione per verificarla. Come ha detto von der Leyen, "le piattaforme online possono fare affidamento sulla nostra app di verifica dell'età. Quindi non ci sono più scuse. L'Europa offre una soluzione gratuita e facile da usare che può proteggere i nostri figli da contenuti dannosi e illegali".
Oggi come oggi, l'app non è disponibile sull'App Store né su Android, perché è terminata solo la fase di "coding", ma verrà "messa sul mercato" più avanti. La app, ha specificato von der Leyen, "funziona su qualsiasi dispositivo: telefono, tablet, computer, qualsiasi cosa. E infine, è completamente open source. Chiunque può controllare il codice. Ciò significa che anche i nostri Paesi partner possono utilizzarlo. Ed è molto importante che possa essere utilizzato dai nostri partner globali".
Alcuni Stati membri , ha spiegato l'alto funzionario, "la integreranno nei loro wallet digitali", mentre altri Paesi continueranno a usare i loro sistemi nazionali, forniti da provider terzi, per i quali la Commissione appronterà un sistema di certificazione, come è successo per il Green Pass all'epoca della pandemia di Covid-19. In ogni caso, la app non ha ancora un nome, perché verrà declinata nelle singole versioni nazionali. Per von der Leyen, "sempre più Stati membri stanno facendo grandi progressi. Francia, Danimarca, Grecia, Italia, Spagna, Cipro e Irlanda sono all'avanguardia. Stanno pianificando di integrare l'app nei loro portafogli digitali nazionali".
"E spero - ha aggiunto von der Leyen - che altri Stati membri e il settore privato seguiranno l'esempio, in modo che ogni cittadino possa utilizzare presto quest'app. Quest'app offre a genitori, insegnanti e tutori un potente strumento per proteggere i bambini, perché non tollereremo in alcun modo le aziende che non rispettano i diritti dei nostri figli".
Ed è per questo, ha detto ancora von der Leyen, che "stiamo procedendo a tutta velocità e con determinazione nell'applicazione delle nostre norme europee. Stiamo chiedendo conto alle piattaforme online che non proteggono a sufficienza i nostri bambini. La nuova soluzione di verifica dell'età e l'applicazione delle nostre norme vanno di pari passo". Perché, ha concluso, "i diritti dei bambini nell'Unione Europea vengono prima degli interessi commerciali". (di Tommaso Gallavotti)