Armenia: l'Ue sfida la Russia con aiuti, punta al corridoio strategico del Caucaso

Bruxelles rafforza i legami con aiuti economici, puntando al corridoio strategico del Caucaso e mirando a contrastare l'influenza russa nella regione.

La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen al vertice Epc di Erevan, nel maggio scorso - Fotogramma/Ipa
La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen al vertice Epc di Erevan, nel maggio scorso - Fotogramma/Ipa
02 luglio 2026 | 16.50
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La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen è stata oggi a Erevan, capitale dell'Armenia, prima di volare a Cork per l'avvio della presidenza irlandese del Consiglio Ue e dopo aver visitato ieri Baku, capitale dell'Azerbaigian, un altro segno del rinnovato interesse dell'Ue per il Caucaso Meridionale. Già il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa era stato in Azerbaigian nel marzo scorso, incontrando il presidente Ilham Aliyev, per poi partecipare al vertice della Comunità Politica Europea di Erevan nel maggio scorso.

"Sono qui per dirvi: potete contare su di noi", ha affermato la presidente in conferenza stampa a fianco del primo ministro armeno Nikol Pashinyan, recentemente rieletto. La Repubblica armena venne invasa dall'Armata Rossa nel 1920, inglobata nella Repubblica Socialista Sovietica Federativa Transcaucasica, per poi diventare una repubblica a sé nell'Urss nel 1936.

Il Paese ha infine riconquistato l'indipendenza nel 1991, con il crollo dell'Unione Sovietica. L'avvicinamento di Erevan all'Ue non è gradito a Mosca che, dopo la conferma di Pashinyan, determinato a ridurre la dipendenza dalla Russia del suo Paese (cui Mosca non ha dato aiuti nella recente guerra con l'Azerbaigian, che è costata a Erevan la perdita del Nagorno-Karabakh), ha imposto forti restrizioni alle importazioni di merci dall'Armenia nella Federazione.

Von der Leyen si è congratulata con Pashinyan per la vittoria elettorale. "Queste elezioni - ha detto - hanno dimostrato, ancora una volta, la forza della democrazia armena. Lo spirito della Rivoluzione di Velluto che avete guidato nel 2018 è vivo e vegeto. L'Armenia prosegue sulla strada della democrazia, delle riforme, della pace e di una più stretta collaborazione con l'Europa".

Mentre "l'Armenia si avvicina all'Ue - ha aggiunto von der Leyen - il Caucaso meridionale si sta unendo. La firma dell'accordo di pace" con l'Azerbaigian "lo scorso anno è stata un momento storico. Il passo più importante che questa regione abbia compiuto negli ultimi decenni. Lo stesso vale per la continua normalizzazione delle relazioni con la Turchia".

Queste decisioni, ha sottolinato von der Leyen, "hanno richiesto coraggio politico e leadership. So che i frutti saranno immensi. L'apertura delle frontiere trasformerà il futuro economico dell'Armenia. E la posizionerà al centro di uno dei crocevia più strategici del mondo".

Il cosiddetto corridoio di mezzo, Middle Corridor, ricalca l'antica Via della Seta e unisce l'Oriente all'Europa passando per l'Asia Centrale, il Caucaso e la Turchia. La sua rilevanza strategica è cresciuta per via della guerra in Ucraina, che ha reso i rapporti con la Russia molto problematici, e delle guerre in Medio Oriente, che ostacolano la navigazione sia nel Golfo Persico, con lo Stretto di Hormuz che resta sotto stretto controllo iraniano, che nel Mar Rosso, dove permane la minaccia degli Houthi yemeniti. Il corridoio di mezzo fornisce una via alternativa, che fa gola a molti: alla Russia in primis, che ha sempre considerato il Caucaso come una propria zona d'influenza naturale.

"Saremo al vostro fianco per trasformare questa visione in realtà", ha assicurato von der Leyen. La presidente ha quindi annunciato un nuovo pacchetto di finanziamenti nell'ambito del programma Global Gateway "da 200 milioni di euro, per la pace attraverso la connettività. Insieme ai nostri partner finanziari, puntiamo a mobilitare fino a 2 miliardi di euro per progetti strategici nei settori dei trasporti, dell'energia e del digitale in tutto il Caucaso meridionale. In Armenia, questo potrebbe sostenere progetti attualmente in fase di preparazione, tra cui valichi di frontiera e infrastrutture stradali".

In questo modo, ha continuato, verranno costruite "infrastrutture reali e fisiche per la pace. E allo stesso tempo, stiamo costruendo ponti tra le persone. Per questo motivo, ho anche annunciato un programma di promozione della pace da 20 milioni di euro. È rivolto alle comunità che vivono lungo i confini. Vogliamo sostenere l'economia locale, le piccole e microimprese, o, ad esempio, nuove tecniche agricole, la gestione delle risorse idriche, eccetera".

L'Armenia, ha notato von der Leyen, "sta ancora subendo una forte pressione economica da parte della Russia. Si tratta di una vera e propria coercizione economica. Ma state tranquilli: quando la pressione sui nostri partner aumenta, l'Ue interviene". Anzitutto, ha detto, "riceverete presto ulteriori 18 milioni di euro per contribuire a rafforzare e diversificare i vostri scambi commerciali. I fondi potranno, ad esempio, contribuire alla creazione di un'agenzia per la promozione delle esportazioni e a incrementare la capacità di esportazione delle imprese armene. Questi 18 milioni di euro rappresentano la parte finale del pacchetto di sostegno da 52 milioni di euro di cui abbiamo discusso all'inizio di giugno".

In secondo luogo, ha proseguito la presidente della Commissione, "presenteremo una proposta per misure commerciali autonome, che liberalizzeranno quasi l'80% delle esportazioni armene verso l'Ue. Significa che l'80% dei vostri scambi commerciali con noi sarà ora esente da dazi. In questo modo, potremo reindirizzare i prodotti che attualmente dipendono ancora fortemente dal mercato russo e inviarli al mercato unico dell'Unione Europea, che conta 450 milioni di consumatori".

Pertanto, ha spiegato, "questa misura aprirà le porte europee a quasi il 99% della frutta e della verdura fresca armena che in precedenza veniva esportata in Russia. Aprirà le porte del Mercato Unico dell'Unione Europea a oltre il 90% delle vostre esportazioni di bevande e liquori. Nell'ultimo mese abbiamo visto arrivare sempre più fiori armeni sul nostro mercato. E' un bellissimo simbolo di un nuovo capitolo nella nostra partnership economica".

E questo, per von der Leyen, "è solo l'inizio. Con queste nuove misure in atto, avrete i mezzi per diversificare rapidamente. A metà luglio, invieremo esperti in Armenia che lavoreranno direttamente con i vostri produttori, le vostre imprese e i vostri esportatori e li aiuteranno a cogliere tutte le opportunità che una partnership privilegiata con l'Ue può offrire". Per von der Leyen, il 7 giugno scorso "il popolo armeno si è espresso chiaramente. Ha scelto la democrazia. Lo Stato di diritto. Ha scelto la riforma e la pace. Ha scelto una società aperta, accogliente e inclusiva. E ha scelto di collaborare con l'Unione Europea. E insieme, ora dobbiamo trasformare le aspirazioni in risultati concreti: potete contare su di noi", ha concluso.

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