La Bce, tramite Lane, prevede inflazione sopra l'obiettivo del 2% fino a metà 2027, spinta dai prezzi energetici e dalla guerra in Iran. I rischi inflazionistici rimangono al rialzo.
La Bce prevede che l'aumento dei prezzi dell'energia determinato dalla guerra in Iran "manterrà l'inflazione ben al di sopra dell'obiettivo fino alla prima metà del 2027". Lo prevede Philip Lane, membro del comitato esecutivo della Bce, in audizione alla commissione Econ del Parlamento Europeo a Bruxelles. In media, continua, "l'inflazione complessiva è prevista al 3,0% nel 2026, al 2,3% nel 2027 e al 2,0% nel 2028. L'andamento dell'inflazione complessiva è determinato principalmente dal profilo previsto dell'inflazione energetica".
Una serie di segnali previsionali, continua, "indicano pressioni inflazionistiche nei prossimi mesi, in particolare l'indice Pmi (Purchasing Managers' Index), i prezzi dei fattori produttivi, le pressioni sulle forniture alimentari, le aspettative sui prezzi di vendita e alcune interruzioni della catena di approvvigionamento. Inoltre, lo shock energetico ha già spinto al rialzo alcuni indicatori dell'inflazione di fondo".
Le aspettative di inflazione a breve termine, aggiunge, "rimangono ben al di sopra dei livelli osservati prima dello scoppio della guerra in Medio Oriente. Allo stesso tempo, la maggior parte degli indicatori delle aspettative di inflazione a lungo termine si attesta intorno al 2%, supportando la stabilizzazione dell'inflazione intorno all'obiettivo nel medio termine". Per Lane, infine, "i rischi per le prospettive di crescita sono al ribasso, mentre i rischi per le prospettive di inflazione sono al rialzo".