Accadrà la stessa cosa nel Regno Unito?
Ennesimo schiaffo in faccia per Sarah la "spendacciona", come l'ex moglie di Andrew Mountbatten-Windsor viene chiamata negli Stati Uniti. Contro ogni legge di mercato (dato il clamore che il caso continua a suscitare), gli editori Usa stanno, uno dopo l'altro, rifiutandole un libro di memorie sui suoi rapporti con Jeffrey Epstein. Le vendite sarebbero altissime e redditizie, a dispetto dei 2 milioni di dollari che l'ex duchessa chiede per la pubblicazione, ma la ragione dei tanti no è una, ed è semplicissima: non si specula sul caso del finanziere pedofilo morto suicida in carcere. Certo, non per rispetto nei suoi confronti, ma per le vittime o forse, più probabilmente, per non pestare altri piedi negli Stati Uniti, oltre ai tanti già colpiti in tutto il mondo.
Ufficialmente, però, il motivo, secondo fonti di Hollywood che hanno parlato con il Sunday Express, è che "nessuno è minimamente interessato a farsi vedere come chi le permetterebbe di trarre profitto dallo scandalo Epstein che ha distrutto la sua famiglia e rovinato il suo ex marito". Accanimento contro Fergie oppure difesa "postuma" del povero Andrew? Difficile credere a qualsiasi delle due ipotesi. Anche se le fonti hanno spiegato che "Sarah è diventata commercialmente un paria negli Usa e che ogni idea potesse avere di mantenere vivo il suo sogno americano ora sembra essere stata completamente annientata. Anche se Fergie non ce l'ha, è chiaro che gli editori hanno una bussola morale".
Negli Stati Uniti, Sarah aveva lavorato come corrispondente per il programma Today della NBC ed era apparsa come volto della Weight Watchers in alcune pubblicità. Ma ora il vento è cambiato. Anzi, una tempesta si è abbattuta su di lei, soprattutto dopo le rivelazioni sui suoi rapporti con Epstein. Nelle ultime settimane, i file che mostrano i rapporti ad alto livello del finanziere hanno rivelato che nel luglio 2009 Fergie aveva contattato il pedofilo statunitense perché le pagasse i voli in business class per andare negli Stati Uniti a trovarlo, pochi giorni dopo che era stato rilasciato dalla prigione per aver fatto prostituire una ragazzina di 14 anni. Nessuno scrupolo, per l'allora duchessa, nel prendere posto a tavola assieme a un pedofilo. Perché in fondo, il generoso Jeffrey aveva offerto, sia a lei che alle figlie Beatrice ed Eugenia, un volo gratis per la Florida e poi un'auto a noleggio a New York. Una riconoscenza infinita verso il magnanimo magnate che, dopo la condanna per violenza sessuale, Sarah aveva salutato per mail entusiasticamente, definendolo "una leggenda" e dicendogli in un messaggio: "Sono al tuo servizio. Sposami e basta".
Ma il punto più basso si verificò nel 2010, con il famigerato "scandalo del denaro in cambio di accesso", quando Sarah venne filmata mentre accettava 15.000 sterline (circa 17.000 euro) per facilitare i contatti con l'allora principe Andrea, ammettendo in seguito di essere sostanzialmente in crisi finanziaria. Lo scorso ottobre, quando ad Andrew furono tolti i titoli, Sarah non era più duchessa, eppure continua a credere illusoriamente di essere una reale con diritto a una ricchezza superiore alle sue possibilità. I suoi scandali finanziari erano leggendari, tanto che nel 1994 la defunta regina Elisabetta II dovette saldare i suoi debiti per 3,7 milioni di sterline (oltre 4 milioni di euro) per evitare lo scandalo. Dopo il divorzio del 1996 continuò ad accumulare perdite a causa delle sue spese sconsiderate; nel 2009, poi, la sua azienda di lifestyle e benessere, Hartmoor, fallì con un debito di oltre 630.000 sterline (730.000 euro).
Negli anni '90, quando sosteneva di essere in rovina finanziaria dopo la separazione da Andrew Mountbatten-Windsor, Sarah continuò a vivere in una grande tenuta, impiegando un maggiordomo, un autista, una cuoca e una segretaria. Gli ex dipendenti criticavano duramente la sua "disperata gestione del denaro", raccontando di aver preteso banchetti giornalieri di manzo, agnello e pollo, che andavano per lo più sprecati, per sé e le figlie Beatrice ed Eugenia, e di fare viaggi con fino a 25 valigie. Fergie la spendacciona e sempre alla ricerca del successivo salvataggio ha trascorso la vita a sperperare denaro, con la sua avidità e l'insaziabile desiderio di lusso che la contraddistingue. Fino all'ultima porta che gli Stati Uniti le hanno sbattuto in faccia, dicendole no per un libro scandalistico. Accadrà la stessa cosa nel Regno Unito, dove tutto è già uscito ma molto altro è forse ancora da raccontare sul legame Fergie-Epstein? Di certo, c'è da giurarlo, Sarah Ferguson non è il tipo da fermarsi al primo ostacolo ricevuto oltreoceano e non rinuncerà a qualche redditizio tentativo anche con gli editori in patria.