Sanchez: "Nessuna prova concreta che Marocco abbia pianificato crisi"
Un 17enne marocchino è morto in un centro di accoglienza a Ceuta, dove era arrivato nella notte tra il 30 e il 31 luglio insieme a migliaia di migranti. Lo riferiscono fonti del Dipartimento per la tutela dell'infanzia e del ministero della Salute del governo di Ceuta. Il ragazzo soffriva di diabete grave ed era stato sottoposto a monitoraggio medico per questo motivo sin dal suo arrivo, hanno spiegato fonti del governo locale a El Diario.
Il minore è morto nella sua stanza presso il centro di accoglienza La Esperanza a Ceuta, apparentemente a causa di una grave ipoglicemia, secondo quanto riferito dalle autorità sanitarie. Un compagno di stanza lo ha trovato privo di vita quando è andato a svegliarlo e ha allertato il personale, come riportato da El Faro de Ceuta.
Secondo il ministero dell'Infanzia, i centri di accoglienza a Ceuta ospitano attualmente 1.478 minori. Il numero dei minori nella città autonoma potrebbe essere superiore, dato che decine di under 18 dormono all'aperto per il sovraffollamento dei centri di accoglienza. Il ministero dell'Interno spagnolo ha riferito che dal 30 luglio sono stati identificati 2.168 minori migranti arrivati a Ceuta.
"Nessuno ha fornito al governo spagnolo prove concrete che il Marocco abbia pianificato o orchestrato" l'afflusso di migranti avvenuto a Ceuta alla fine di luglio. Ad affermarlo è stato il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez nel corso del suo intervento al Congresso. La questione dell'eventuale ruolo del Marocco in questa crisi è al centro del dibattito in Spagna da un mese, dubbi ulteriormente rafforzati mercoledì dalla fuga di notizie sulla stampa di un rapporto di polizia che evidenzia in particolare la "permissività" delle forze dell'ordine marocchine al momento di questo improvviso afflusso di migranti.
"Abbiamo sentito due ministri del Marocco rilasciare dichiarazioni inaccettabili su Ceuta e Melilla. Due dichiarazioni che abbiamo ovviamente respinto categoricamente e per le quali, tengo a informarvi, abbiamo convocato l'ambasciatrice del Marocco lo scorso 21 agosto", ha poi sottolineato.
In ogni caso, dopo la crisi migratoria a Ceuta, ''la collaborazione della Spagna con il Marocco sarà diversa". "Stiamo rivedendo tutti i meccanismi di coordinamento e allerta precoce che condividiamo con lo Stato marocchino e implementeremo ulteriori misure di sicurezza per garantire che la situazione del 30 luglio non si ripeta", ha spiegato Sanchez. Il governo spagnolo, ha aggiunto, deve "continuare a cooperare con il Marocco" e mantenere "un buon rapporto di vicinato", perché è nell'interesse generale, "ma è chiaro che, dopo quanto accaduto, questa cooperazione deve essere diversa".
In ogni caso la Spagna richiederà una presenza permanente di Frontex al porto e alla diga foranea di Tarajal, la rotta percorsa dalla maggior parte dei 70mila migranti che hanno attraversato il confine in modo irregolare e che sono entrati a Ceuta nella notte tra il 30 e il 31 luglio scorsi, ha quindi affermato Sanchez. "Chiederemo a Europol di creare una missione specifica, proprio per monitorare l'immigrazione irregolare nella Città Autonoma di Ceuta e, in definitiva, per garantire che questo confine europeo riceva il sostegno europeo che merita", ha dichiarato. Ed ha annunciato che Re Felipe VI di Spagna si recherà in visita a Ceuta ''nelle prossime settimane''.
Il Marocco ha aperto un'indagine sull'arrivo di migliaia di migranti a Ceuta nella notte tra il 30 e il 31 luglio scorsi e lo ha comunicato alle autorità spagnole. Lo hanno riferito fonti del governo di Rabat, come scrive El Pais. La decisione di indagare sulla crisi migratoria è stata comunicata dal ministro degli Esteri marocchino, Nasser Bourita, al suo omologo spagnolo, Jose Manuel Albares.