Corte Suprema americana contro Trump: stop alle sue limitazioni allo ius soli

I giudici hanno stabilito che l'ordine esecutivo viola apertamente il 14esimo emendamento della Costituzione, che da oltre un secolo garantisce la cittadinanza a chiunque nasca sul suolo americano

Donald Trump - Afp
Donald Trump - Afp
30 giugno 2026 | 17.18
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La Corte Suprema degli Stati Uniti ha inferto oggi, lunedì 30 giugno, un nuovo duro colpo al presidente Donald Trump, bloccando il tentativo di abolire lo ius soli automatico per i figli degli immigrati privi di documenti o con visti temporanei.

La decisione dei giudici

Secondo quanto riportato da Nbc News, i giudici hanno stabilito che l'ordine esecutivo, firmato da Trump nel primo giorno del suo secondo mandato alla Casa Bianca, viola apertamente il 14esimo emendamento della Costituzione, che da oltre un secolo garantisce la cittadinanza a chiunque nasca sul suolo americano.

Il decreto presidenziale, rimasto congelato dai tribunali inferiori e mai entrato effettivamente in vigore, mirava a riscrivere radicalmente la prassi costituzionale, restringendo il diritto di nascita solo ai neonati con almeno un genitore cittadino o residente permanente.

Secondo Nbc, si tratta della terza pesante sconfitta giudiziaria negli ultimi mesi per la Casa Bianca - dopo la bocciatura dei dazi doganali e il veto sul licenziamento immediato dalla Federal Reserve di Lisa Cook - a dimostrazione che la maggioranza conservatrice di 6 a 3 della Corte non è disposta ad assecondare ogni forzatura dell'esecutivo.

I giudici hanno invece riaffermato la validità dello storico precedente del 1898 (United States v. Wong Kim Ark) e lo spirito originario del 14° Emendamento, ratificato dopo la Guerra civile per tutelare i diritti degli ex schiavi afroamericani. La decisione accoglie così i ricorsi presentati dagli Stati progressisti e dalle associazioni per i diritti civili, guidate dall'Aclu, che avevano denunciato l'illegittimità del provvedimento a tutela di migliaia di famiglie e neonati che rischiavano l'esclusione dai diritti fondamentali.

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