Simest ha un ruolo cruciale nel Piano Mattei perché sostiene concretamente le imprese italiane che vogliono investire nei Paesi africani, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese. Lo ha detto Vittorio De Pedys, presidente di Simest, intervistato da Adnkronos durante la diretta speciale dalla Luiss in occasione di Diplosec, il Diplomatic and Security Forum.
"Il Piano Mattei è un piano straordinario ideato dal governo due anni e mezzo fa, che sta avendo notevole riscontro e notevole successo", ha spiegato De Pedys. Il riscontro, ha aggiunto, arriva dagli stessi Paesi africani coinvolti. Uno dei punti di forza del Piano è la cabina di regia a Palazzo Chigi, che coordina i diversi attori impegnati nel progetto.
Simest è uno di questi attori e interviene nella dimensione più concreta: il finanziamento delle imprese. "Noi siamo i finanziatori, sia con finanza agevolata che con prestiti partecipativi e con equity vero e proprio, delle imprese che vogliono investire in questi Paesi", ha spiegato il presidente.
Le difficoltà non mancano, soprattutto quando si tratta di coinvolgere le Pmi. Per molte piccole e medie imprese, ha osservato De Pedys, l’Africa non è il primo mercato a cui si pensa quando si valuta un investimento industriale all’estero. Le barriere sono evidenti e riguardano percezione del rischio, distanza culturale, complessità dei mercati e capacità organizzativa.
Eppure, secondo il presidente di Simest, il continente africano è estremamente interessante per lo sviluppo e per la costruzione di collaborazioni industriali. Il punto è evitare logiche di sfruttamento o approcci di tipo coloniale. Le imprese finanziate da Simest, ha sottolineato, si impegnano in operazioni basate su trasferimento di tecnologia, partnership paritarie, formazione delle persone in loco, sviluppo del mercato locale e crescita dei territori.
"In questo senso il ruolo che gioca Simest è veramente coerente con l’intero Piano Mattei", ha detto De Pedys. La sfida è aiutare le imprese italiane a superare le barriere iniziali e a costruire investimenti sostenibili, utili sia al sistema produttivo italiano sia ai Paesi partner africani.