Le telecomunicazioni non sono più soltanto un’infrastruttura economica, ma un pilastro della sicurezza nazionale. Lo ha detto Luigi Ferraris, vicepresidente esecutivo di Fastweb + Vodafone, intervistato da Adnkronos durante la diretta speciale dalla Luiss in occasione di Diplosec, il Diplomatic and Security Forum.
" siamo obbligati a guardare a queste infrastrutture con un occhio attento alle tematiche della sicurezza", ha spiegato Ferraris. Il dato citato dal manager dà la misura del rischio: nel 2025 Fastweb ha effettuato 87 milioni di interventi di sicurezza, tra malware, blocchi, tentativi di furto d’identità e altre minacce. "Non è una minaccia potenziale, è un fatto serio", ha sottolineato.
Per Ferraris il punto centrale è la consapevolezza di sistema. Le reti e gli asset digitali devono essere considerati "asset di interesse nazionale" e trattati come tali. In un mondo sempre più digitalizzato, ha avvertito, sarà necessario proteggere non solo i confini fisici, ma anche i "confini virtuali" del Paese.
Il vicepresidente esecutivo di Fastweb + Vodafone ha poi allargato il ragionamento al mercato europeo delle telecomunicazioni. L’Europa, ha ricordato, resta caratterizzata da un numero molto elevato di operatori rispetto ad altri mercati. Negli Stati Uniti gli operatori sono pochi, mentre in Europa se ne contano decine. Questo ha garantito competizione e prezzi bassi per i consumatori, ma ha anche creato una situazione di forte pressione sugli investimenti.
"Se andiamo a vedere i prezzi al consumatore finale, l’Europa ha mediamente un prezzo del 20-25% inferiore a quello americano. In Italia siamo al di sotto della media europea di un altro 20-25%", ha spiegato Ferraris. Rispetto al 2010, ha aggiunto, i prezzi finali sono più bassi di circa il 30%. Un risultato positivo in termini di accessibilità, ma problematico se tecnologie e servizi strategici vengono trattati come una commodity.
Per affrontare le sfide della sicurezza, della digitalizzazione e degli investimenti, secondo Ferraris non bastano interventi generali. Alcune iniziative regolatorie europee vanno nella direzione giusta, ma "la situazione sta crescendo a una velocità tale per cui occorre intervenire in maniera chirurgica".
Le aggregazioni nel settore, compresa quella tra Fastweb e Vodafone, indicano proprio questa esigenza: rafforzare la capacità industriale e finanziaria delle telco, in un mercato che richiede ancora molti investimenti. Per Ferraris, la sicurezza digitale del Paese passa anche dalla sostenibilità economica delle imprese che gestiscono le reti.