Diplosec, Folgiero: "Il Mediterraneo sarà laboratorio delle nuove tecnologie subacquee"

Pierroberto Folgiero - (Adnkronos)
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12 giugno 2026 | 15.00
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Il Mediterraneo è oggi "il mare più geopolitico e più congestionato del mondo", attraversato da cavi in fibra ottica, infrastrutture energetiche, gasdotti, piattaforme petrolifere e reti strategiche da proteggere. Lo ha detto Pierroberto Folgiero, amministratore delegato di Fincantieri, intervistato da Adnkronos durante la diretta speciale dalla Luiss in occasione di Diplosec, il Diplomatic and Security Forum della Luiss.

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Secondo Folgiero, proprio questa concentrazione di infrastrutture rende il Mediterraneo uno dei principali teatri della guerra ibrida. "È una minaccia attuale", ha spiegato, destinata a diventare sempre più tipica del nuovo ciclo geopolitico. In questo scenario, Fincantieri ha accelerato sull’innovazione tecnologica, partendo da una competenza storica: quella maturata nel mondo dei sommergibili.

La strategia dell’azienda, ha spiegato l’ad, è evolvere quella tradizione verso il nuovo ecosistema della subacquea: droni sottomarini, sistemi acustici, cortine di deterrenza e intercettazione, mezzi unmanned di superficie e piattaforme più piccole ma ad alta intensità tecnologica. Strumenti che devono comunicare tra loro e che diventano anche grandi abilitatori dell’intelligenza artificiale, perché molte missioni devono essere svolte in autonomia, vista l’assenza attuale di telecomunicazioni subacquee.

Per Folgiero sta nascendo una nuova industria, chiamata a realizzare e validare tecnologie per uso navale militare, ma con applicazioni civili sempre più rilevanti. Le stesse soluzioni sviluppate per la sicurezza possono infatti servire al mondo dell’oil and gas subacqueo, alla gestione dei fondali marini e a una serie di applicazioni duali. Tecnologie che nascono per esigenze militari e geopolitiche, ma poi si allargano all’economia civile.

Il confine tra civile e militare, soprattutto quando si parla di subacquea e Mediterraneo, diventa quindi sempre più sottile. Le infrastrutture energetiche, digitali e di connessione non possono più essere considerate solo asset economici: hanno un valore strategico e devono essere protette con una prospettiva di sicurezza nazionale.

"È un mare così critico, così popolato di infrastrutture, così geopolitico", ha osservato Folgiero, richiamando anche il peso storico e politico del Mediterraneo, dalle tre religioni monoteiste alle dinamiche tra Russia e Stati Uniti. Proprio per questo, secondo l’ad di Fincantieri, l’area diventerà "un gigantesco laboratorio" per le nuove tecnologie subacquee.

L’Italia, ha aggiunto, ha una tradizione profonda in questa industria e può diventare protagonista tecnologica, occupando questo nuovo spazio con una logica di sovranità tecnologica. Un ruolo centrale può essere svolto dal Polo nazionale della subacquea, sviluppato dal ministero della Difesa e dalla Marina, come luogo in cui dimostrare e validare tecnologie destinate poi ad alimentare un vero mercato dell’underwater economy.

Per Folgiero la subacquea può diventare quello che lo spazio è stato quarant’anni fa: un settore nato da esigenze strategiche e militari, ma capace di generare innovazione, industria e applicazioni civili. La sfida, ha concluso, è leggere in anticipo i grandi trend e "giocare all’attacco invece che in difesa".

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