Diplosec, Musumeci: "Italia protagonista nel mondo solo se torna centrale nel Mediterraneo"

Nello Musumeci - (Adnkronos)
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12 giugno 2026 | 14.10
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L’Italia può contare davvero nel mondo solo se riesce a darsi un ruolo da protagonista nel Mediterraneo. Lo ha detto Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, intervistato da Adnkronos durante la diretta speciale dalla Luiss in occasione di Diplosec, il Diplomatic and Security Forum.

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"Il tema per qualche tempo è rimasto marginale nelle agende di tutti i governi, senza fare particolari eccezioni. Oggi il Mediterraneo torna centrale, torna di grande attualità", ha spiegato Musumeci. Secondo il ministro, l’Italia ha già una centralità geografica, ma non sempre ha saputo trasformarla in centralità politica e culturale.

Per costruire una nuova cultura mediterranea servono, ha aggiunto, "identità, economia blu, spirito comunitario e capacità del dialogo". L’Italia può farlo, ha osservato, perché ha alle spalle una tradizione solida e una credibilità legata al proprio retaggio storico. Ma per recuperare questa vocazione non bastano le dichiarazioni di principio: servono infrastrutture, riforme e una nuova consapevolezza.

Musumeci ha indicato tra le priorità la riforma dei porti, il collegamento tra aree costiere e aree interne e un cambio culturale profondo. "Ancora il messaggio dell’Italia Paese marinaro non passa. Siamo ancora una nazione terragna", ha detto. Il governo, ha ricordato, dispone oggi di una struttura ministeriale dedicata, di una legge sulla subacquea e del piano del mare, definito "uno strumento di programmazione".

Il ministro si è soffermato anche sulla sicurezza del commercio marittimo, in un contesto segnato dalle tensioni a Hormuz e dalle difficoltà sulle rotte globali. "La navigazione non è più un dato acquisito ovunque e per sempre", ha avvertito. Da qui la necessità di una strategia portuale complessiva, capace di rispettare le specificità dei singoli scali ma anche di dare all’Italia una visione unitaria.

"Ci sono porti che lavorano pur nella contingenza della crisi e porti che rimangono indietro", ha spiegato, citando Gioia Tauro come realtà ancora dinamica e il versante adriatico come area in sofferenza. La crisi di Hormuz, ha aggiunto, non è uguale a quella di Suez: nel caso del Mar Rosso la circumnavigazione dell’Africa, per quanto costosa, resta possibile; nello Stretto di Hormuz il nodo è più complesso e colpisce tutto l’Occidente.

Per Musumeci serve quindi una strategia europea e atlantica, non solo italiana e mediterranea. "Lo dice la geografia: siamo chiamati noi a disegnare future rotte", ha concluso, ricordando che Rotterdam movimenta da sola una quantità di merci comparabile a quella dell’intero sistema portuale italiano. Un dato che, secondo il ministro, deve indurre il Paese a riflettere sulla propria capacità di competere.

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