Rientra dall'India con 38 parassiti nel cervello: la storia choc di una 42enne del Galles

Un viaggio apparentemente innocuo si è trasformato in un incubo durato anni: crisi, ricoveri e un lento ritorno alla normalità dopo un crollo fisico e mentale che ha sconvolto famiglia e amici

Provette con analisi del sangue - Fotogramma Ipa
Provette con analisi del sangue - Fotogramma Ipa
01 luglio 2026 | 18.19
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La prima avvisaglia che qualcosa non andava, per Lowri Denman, è arrivata quando ha trovato un verme solitario lungo un metro, dopo essere andata in bagno. "Era disgustoso, somigliava a un pezzo di nastro adesivo", racconta la 42enne di Carmarthen alla Bbc.

La malattia, la psicosi e i 38 parassiti nel cervello

Quello che sembrava un episodio isolato, scrive la testata britannica, era in realtà il primo segnale di neurocisticercosi, un'infezione che le ha provocato 38 parassiti nel cervello, causando forti mal di testa, crisi epilettiche e psicosi. Nel Regno Unito si registrano pochissimi casi ogni anno, quasi tutti legati a persone provenienti da aree endemiche. La malattia l'ha trascinata in una spirale drammatica: crisi epilettiche, gonfiori cerebrali, psicosi e un crollo totale della sua autonomia.

Lowri aveva viaggiato per tre mesi in India nel 2007. Pur avendo scelto di evitare la carne per ridurre il rischio di intossicazioni alimentari, il suo medico — Dr Brendan Healy, infettivologo — ritiene che abbia ingerito inconsapevolmente uova microscopiche di tenia, presenti in alimenti contaminati. Tre anni dopo, nel 2010, Lowri scoprì il verme in un bagno di un ristorante e lo gettò nel water. Le analisi delle feci risultarono normali e lei stava bene, così la vita proseguì. Ma nel 2011 ebbe la prima crisi epilettica: difficoltà a parlare, perdita di coscienza, ricovero in ambulanza. Le scansioni cerebrali rivelarono la presenza di 38 parassiti nel cervello. Inizialmente si pensò alla toxoplasmosi, ma la madre ricordò l'episodio del verme. Dopo ulteriori accertamenti arrivò la diagnosi corretta: neurocisticercosi.

Come avviene il contagio

Secondo l'Oms, scrive la Bbc, l'infezione si contrae consumando cibo, acqua contaminata o tramite scarsa igiene. Nel Regno Unito è estremamente rara. Lowri fu ricoverata due settimane e trattata con farmaci antiparassitari e steroidi. Per alcuni anni la terapia sembrò funzionare: viaggiò in Nuova Zelanda e si trasferì, poi, a Bristol. Poi collassò sul lavoro. Le nuove scansioni mostrarono grandi gonfiori nel cervello attorno ai parassiti. Cominciarono confusione, formicolii, difficoltà motorie. Dovette lasciare il lavoro e tornare a vivere con il padre. Gli steroidi ne modificarono l’aspetto e la sua vita si restrinse fino a precipitare in una grave crisi psicologica: paranoia, psicosi, ansia severa, attacchi di panico. Venne ricoverata sei settimane in un reparto neuropsichiatrico.

Oggi, dopo anni di recupero, Lowri ha scelto di parlarne: vuole trasformare la sua esperienza in un messaggio di consapevolezza sulla neurocisticercosi. "Sono felice di essere viva, sana e di nuovo in forma. Cosa è cambiato, dopo la malattia? Non do mai nulla per scontato" conclude.

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