Conferenza al Campidoglio sul ruolo femminile nello sviluppo sociale e nella cooperazione internazionale
Il ruolo delle donne come motore di dialogo tra culture, sviluppo sociale e cooperazione internazionale è stato al centro della conferenza “Donne dal Mondo e cittadinanza: prospettive accademiche e diplomatiche sull’empowerment femminile”, promossa dall’Accademia delle Marocchine nel Mondo (AMdM) e ospitata nella prestigiosa Sala del Carroccio del Campidoglio, ieri, alla vigilia della Giornata Internazionale della Donna. “La nostra presenza oggi sta a significare la vicinanza ai processi di mediazione interculturale, alla base delle politiche portate avanti insieme al sindaco, Roberto Gualtieri. Un lavoro incredibile che parte dalle tante iniziative promosse negli ultimi anni, a cominciare dalla promozione dei Tavoli della Convivenza. Progetto che ha visto una partecipazione numerosa da parte di tutta la cittadinanza oltre al progetto in corso per aprire a Roma un grande centro interculturale, per dare spazio alle associazioni che provengono anche dall'estero. È necessario garantire i diritti di tutti, tra cui quelli dei circa 686 mila cittadini che vengono da altri parti del mondo e che oggi vivono sul territorio metropolitano. Noi ci siamo e ci saremo, per costruire insieme percorsi di interazione tra culture”: con queste parole, Tiziana Biolghini, Consigliera delegata alle Pari Opportunità della Città Metropolitana di Roma Capitale, ha aperto i lavori dando il benvenuto ai partecipanti e sottolineando l’importanza di momenti di confronto dedicati al protagonismo femminile nel contesto sociale e istituzionale.
A precedere gli interventi delle delegazioni internazionali e dei rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, dei media e dell’impresa, è stato il contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, rappresentato da Luca Fratini, Coordinatore Nazionale per l’Agenda Donne, Pace e Sicurezza, la Mediazione e la Gioventù del MAECI. “La tematica di oggi, in particolare quella dell'empowerment femminile, è estremamente importante per la costruzione di società pacifiche e resilienti. Infatti, in moltissimi contesti di conflitto armato, è dimostrato che quando le donne ricoprono un ruolo significativo al tavolo negoziale e nelle posizioni decisionali la pace è più duratura e sostenibile”, ha dichiarato il Coordinatore, evidenziando il valore strategico dell’empowerment femminile nei processi di pace, cooperazione e sviluppo sostenibile. L’incontro, moderato dalla Prof.ssa Mounya Allali, presidente dell’Accademia delle Marocchine nel Mondo, ha dato spazio a numerose testimonianze che hanno ribadito il ruolo della conoscenza e del dialogo interculturale come strumenti fondamentali di coesione tra popoli e culture, in un contesto internazionale segnato da conflitti e profonde trasformazioni, in cui la forza e la leadership delle donne rappresentano una risorsa fondamentale per il futuro.
Prosegue Monica Cecchi, vicepresidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO: “Il mio pensiero va a tutte quelle donne che vivono scenari di guerra e che, con grande coraggio, sfidano anche il carcere e la tortura per rivendicare la loro libertà. E’ a loro che va principalmente il nostro pensiero”. “Per questo motivo - prosegue - è importante costruire delle alleanze, tra istituzioni, accademie e diplomazia per mettere in campo politiche coraggiose capaci di creare le basi per società più inclusive. In questa sfida l'UNESCO riconosce da sempre l'uguaglianza di genere come una delle priorità globali all'interno della sua strategia di medio termine 2022-2029”. Messaggi di apprezzamento per il lavoro dell’Accademia sono giunti anche dal mondo diplomatico, tra cui quello di S.E. Josefa Sacko, Ambasciatrice della Repubblica dell’Angola in Italia. Dal mondo dell’impresa è intervenuta Lucia de Grimani, Presidente di CNA Impresa Donna Roma e Lazio, che ha evidenziato l’enorme potenziale dell’imprenditoria femminile nello sviluppo economico e nell’innovazione in un contesto globale sempre più interconnesso dalle tecnologie.
Dalla legalità alla finanza, dalla ricerca alla comunicazione, il confronto si è arricchito con i contributi di autorevoli rappresentanti del mondo istituzionale e accademico, tra cui Antonella Polimeni, rettrice dell’Università La Sapienza di Roma in un videomessaggio; Antonia Maria Spartà, vice questore della Polizia di Stato; Giustino Setteducati, consigliere diplomatico U.M.S. - Union Mondial States Organization Intergovernamental of States; Monica Del Monte; Emiliano Bacchi, presidente di Lazio Finanza; Naira Layse; gli esperti di comunicazione Carlo Ciavoni, Loredana Cornero ed Ahmad Ejaz, insieme a numerosi altri ospiti. La conferenza si è conclusa con i saluti delle ricercatrici dell’Accademia delle Marocchine nel Mondo, riunitesi per la prima volta in Italia, portando in Campidoglio esempi concreti di leadership femminile provenienti dai Paesi arabi e dalle comunità della diaspora. Tra loro: Sanaa Eddiry, vicepresidente AMdM (Francia); Ouafaa Mhadi, vicepresidente AMdM (UK); Rachida Mezyaoui, segretario generale AMdM (Italia); Amal Elouedni, Saadia Jelloul e Sanaa Raki, consigliere AMdM (Italia); Aicha Bouazza, membro AMdM (Italia). “Prosegue il lavoro della nostra Accademia, organizzazione no profit attiva a livello internazionale per rafforzare il ruolo delle donne e dei giovani nello sviluppo sociale, economico e culturale, creando ponti tra il Marocco e le comunità internazionali”, ha dichiarato Mounya Allali. “Siamo liete e onorate – ha aggiunto – di unirci alle donne italiane e non solo in questo percorso che rappresenta una sfida aperta e condivisa per noi tutte”