Drone bomba all'aeroporto di Lipsia, Germania: "Russia responsabile"

Intanto la Germania annuncia la chiusura del consolato russo a Bonn, l'ultimo russo nel Paese, e di un centro culturale russo a Berlino

Un drone  - (Foto creata con AI)
Un drone - (Foto creata con AI)
01 settembre 2026 | 10.25
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"La conclusione del governo è che la Russia è responsabile dell'attacco ibrido a Lipsia del 4 agosto" scorso. Ad affermarlo è il ministro tedesco degli Interni, Alexander Dobrindt, precisando che la conclusione sull'incidente del drone all'aeroporto di Lipsia/Halle arriva dopo una valutazione della tecnologia impiegata e di informazioni di intelligence.

Intanto la Germania annuncia la chiusura del consolato russo a Bonn, l'ultimo russo nel Paese, e di un centro culturale russo a Berlino, ha reso noto il ministero degli Esteri dopo che il ministro tedesco degli Interni, Alexander Dobrindt.

"Ho disposto le seguenti misure, d'accordo con il cancelliere federale (Friedrich Merz): il consolato generale della Russia a Bonn verrà chiuso il 18 settembre. Verrà rescisso il contratto per la 'Casa Russa' a Berlino", ha detto il capo della diplomazia, Johann Wadephul.

Il drone esplosivo e la reazione tedesca

Secondo quanto anticipato da Bild, le tracce del drone esplosivo conducono presumibilmente a un'agenzia di intelligence russa. Il giornale tedesco ne ha avuto notizia da fonti della sicurezza.

Le conseguenze nei confronti della Russia saranno coordinate con i partner europei. Si ipotizzano misure diplomatiche, tra cui la convocazione dell'ambasciatore russo al ministero degli Esteri. Inoltre, alcuni dipendenti dell'ambasciata russa potrebbero essere dichiarati persona non grata e invitati a lasciare la Germania. Gli ambienti diplomatici stanno anche discutendo di ulteriori sanzioni contro la Russia, in coordinamento con altri Stati membri dell'Ue. Secondo alcune fonti, Wadephul sarebbe in contatto con i suoi omologhi in merito a questa questione.

Il ritrovamento di un drone dotato di esplosivo all'aeroporto di Lipsia-Halle risale ai primi di agosto. "Non ci troviamo di fronte a un approccio amatoriale. Stiamo parlando di uno scenario professionale di minaccia ibrida", aveva affermato Dobrindt, spiegando che tutti gli aspetti della vicenda, dalla costruzione dell'ordigno all'origine del drone fino all'identità dei responsabili, erano oggetto di indagine. Il ministro aveva aggiunto che sarebbe stato "miope" pensare di poter contrastare questo tipo di minaccia con "misure semplici", sottolineando che l'inchiesta avrebbe dovuto verificare anche un eventuale coinvolgimento di "potenze straniere".

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