Elezioni Francia, Darnis: "Rn molto forte ma a politiche non avrebbe maggioranza"

L'analisi dopo il voto alle muncipali, considerato un test in vista delle elezioni per l'Eliseo il prossimo anno

Jordan Bardella - Fotogramma
Jordan Bardella - Fotogramma
23 marzo 2026 | 17.38
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L'esito delle elezioni municipali in Francia, vinte sostanzialmente dai partiti tradizionali, mostra che "le ali estreme degli schieramenti, che siano di destra o di sinistra, non vengono premiate". Ma soprattutto, il voto di ieri "ci dice che Jordan Bardella, qualora vincesse la corsa per l'Eliseo il prossimo anno, non otterrebbe la maggioranza all'Assemblea nazionale alle successive politiche". E' l'analisi che fa con l'Adnkronos Jean Pierre Darnis, professore di storia contemporanea alla Luiss di Roma e di storia delle relazioni franco-italiane all'Università di Nizza.

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"Il quadro complessivo è di relativa stabilità rispetto alle ultime politiche, non vediamo una dinamica nuova - spiega Darnis - L'estrema destra del Rassemblement national ha conquistato vari comuni medio-piccoli, confermando la sua presa sul territorio, e non ha vinto in nessuna grande città, a parte Nizza, che però è un caso a parte. Dall'altro lato socialisti e repubblicani hanno retto bene", non avendo fatto alleanze né con l'estrema sinistra né con l'estrema destra, perché "ormai esiste un fronte moderato trasversale che si sposta dal centrosinistra verso il centrodestra e viceversa pur di evitare che gli estremi arrivino al potere", sostiene l'analista.

Cosa ci dicono i risultati di ieri in vista della corsa all'Eliseo e delle prossime politiche? "Che Marine Le Pen o più probabilmente Bardella e Jean-Luc Melenchon potrebbero ottenere un consenso tale da arrivare al secondo turno, mentre per il momento il centro e la sinistra sono talmente divisi da non essere in grado di esprimere un candidato forte che arrivi al ballottaggio - ragiona Darnis - Ma alle politiche successive l'Rn e tantomeno la France Insoumise avrebbero la maggioranza, perché si è visto chiaramente che i gollisti non vogliono andare con i neopetainisti e che la sinistra moderata preferirebbe votare i macronisti piuttosto che Lfi, considerata radioattiva".

Dunque "il centro, che pure potrebbe non riuscire a esprimere un candidato forte per il dopo Macron, resterebbe l'ago della bilancia" per la formazione di una maggioranza in Parlamento. "Se c'è Melenchon nella corsa per l'Eliseo vince Bardella - è la sintesi finale di Darnis - ma non è detto che poi il leader di Rn avrebbe la maggioranza alle politche successive, con il rischio di una coabitazione tra presidente e Parlamento. Sempre che dal fronte moderato non esca la sorpresa di un candidato centrista forte in grado di raccogliere il conenso del ceto medio" che non vuole né gli estremisti di Rn né quelli di Lfi.

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