Euro digitale: via libera del Parlamento Ue ai negoziati per pagamenti sicuri

Via libera del Parlamento Ue ai negoziati per l'euro digitale, la futura moneta digitale europea che promette pagamenti sicuri e maggiore privacy.

La sede del Parlamento Europeo a Strasburgo - Foto Adnkronos
La sede del Parlamento Europeo a Strasburgo - Foto Adnkronos
09 luglio 2026 | 12.47
Tommaso Gallavotti
LETTURA: 2 minuti

Avanza l'iter legislativo Ue che dovrebbe portare alla creazione dell'euro digitale, una moneta elettronica che dovrebbe fare concorrenza alle stablecoin basate sul dollaro. Oggi a Strasburgo il Parlamento Europeo ha dato all'avvio dei negoziati con il Consiglio sulla proposta relativa all'euro digitale, che mira a garantire pagamenti sicuri e a ridurre la dipendenza da fornitori extra-Ue.

Con 416 voti a favore, 169 contrari e 22 astensioni, i deputati europei hanno votato a favore del passaggio alla fase successiva dell'iter legislativo.

I gruppi politici Conservatori e Riformisti Europei (Ecr) e Patrioti per l'Europa (PfE) avevano contestato le decisioni adottate il 23 giugno scorso dalla commissione per gli Affari Economici e Monetari di avviare negoziati interistituzionali sulla creazione dell'euro digitale e sulla fornitura di servizi correlati da parte di prestatori di servizi di pagamento stabiliti in Stati membri la cui valuta non è l'euro.

Un terzo provvedimento legislativo, incluso nello stesso pacchetto sulla moneta unica, riguardante il corso legale delle banconote e delle monete in euro, non è stato contestato, pertanto i negoziati su questo testo possono iniziare.

Fernando Navarrete Rojas (Ppe, Spagna), responsabile dell'iter parlamentare dei tre testi legislativi, guiderà il gruppo negoziale del Parlamento: il primo round di negoziati con la presidenza irlandese del Consiglio, in rappresentanza degli Stati membri, è previsto a breve.

Per il Parlamento, l'euro digitale sarebbe una nuova forma di moneta elettronica emessa dalla Banca Centrale Europea e funzionerebbe sia online che offline. L'euro digitale integrerebbe garanzie per la privacy. Le transazioni verrebbero verificate senza rivelare dati personali, che sarebbero trattati solo nella misura strettamente necessaria al funzionamento del sistema.

La maggior parte delle imprese sarebbe tenuta ad accettare pagamenti in euro digitali. I lavoratori autonomi e le piccole e microimprese che non accettano già altri metodi di pagamento digitali sarebbero esentati. I servizi di base, come l'apertura di un conto, la gestione dei fondi e l'accesso ad almeno uno strumento di pagamento, sarebbero gratuiti.

Per proteggere il sistema finanziario, verrebbe imposto un limite massimo al numero di euro digitali che ogni persona potrebbe detenere. Anche le banche e i fornitori di servizi di pagamento dei paesi dell'Unione Europea al di fuori dell0'Eurozona potrebbero distribuire l'euro digitale.

I Paesi dell'Eurozona sarebbero tenuti a garantire l'accesso al contante. Alle imprese non sarebbe consentito vietare i pagamenti in contanti e gli Stati membri dovrebbero monitorarne regolarmente la disponibilità, prestando particolare attenzione ai gruppi vulnerabili, come gli anziani, le persone a basso reddito e coloro che non hanno accesso ai servizi bancari tradizionali.

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