L'Eurogruppo valuta i rischi della crisi in Medio Oriente, che minaccia la crescita e spinge l'inflazione nell'economia europea.
Nell'Eurogruppo di oggi "discuteremo della situazione macroeconomica nell'area dell'euro. La crisi in Medio Oriente continua a farsi sentire". Lo dice il presidente dell'Eurogruppo Kyriakos Pierrakakis, a Lussemburgo a margine dell'Eurogruppo.
"Le famiglie e le imprese europee - continua - ne risentono, con evidenti ripercussioni sulla crescita e sull'inflazione. I mercati finora stanno reagendo con calma, ma questo non significa che dobbiamo in alcun modo sottovalutare i rischi che ci troviamo ad affrontare".
La situazione in Medio Oriente, prosegue Pierrakakis, "e in particolare gli sviluppi di ieri sera, sono piuttosto problematici, ma guardiamo con ottimismo al futuro e speriamo che lo Stretto di Hormuz riapra presto. Siamo però consapevoli del fatto che, anche se lo Stretto dovesse riaprire, la crisi persisterà. Avremo bisogno di altro tempo per adeguarci".
In secondo luogo, aggiunge, "abbiamo invitato la direttrice generale del Fmi, Kristalina Georgieva, per una valutazione delle politiche dell'area dell'euro da parte del Fondo. Attendo con grande interesse la discussione sulla sicurezza energetica. L'energia a prezzi accessibili è la materia prima per la competitività dell'Europa".
"Sappiamo che ogni euro speso in infrastrutture energetiche equivale a 1 euro investito nella forza dell'Europa - continua Pierrakakis - e questo è ovviamente un argomento da affrontare alla luce della recente proposta della Commissione di aumentare la flessibilità fiscale aggiuntiva per gli investimenti nel settore energetico".
Terzo e ultimo punto, prosegue, "la sovranità tecnologica. Sappiamo che le economie leader nella tecnologia saranno le economie leader nella crescita. L'Europa ha persone di livello mondiale, talenti di livello mondiale. Abbiamo istituzioni e centri di ricerca di livello mondiale. Cosa ci manca? Ci manca la capacità di fare scala".
"Ci manca la capacità - continua - di coinvolgere e promuovere ulteriormente non solo campioni nazionali, ma anche campioni europei e campioni globali. Questo è certamente un argomento da affrontare a livello dei ministri delle finanze europei, anche alla luce del recente lavoro della Commissione sulla sovranità tecnologica", conclude.